«Se resta un rudere è peggio»
CANSIGLIO. «L'albergo San Marco di Pian Cansiglio è ancora nel limbo. Gli ambientalisti lo vogliono picconare? Il fatto è che se resta un rudere ne trae svantaggio anche la foresta». Così la pensa l'assessore regionale all'ambiente Giampaolo Bottacin alla notizia che domenica 13 novembre si svolgerà in Cansiglio il raduno tradizionale degli ambientalisti e che questi, al termine della dimostrazione, si presenteranno col piccone ai piedi del San Marco per ammonire la Regione a demolirlo piuttosto che a privatizzarlo. L'hotel, infatti, è in alienazione per 815 mila euro.
«Con le nostre manifestazioni - spiegano Toio De Savorgnani, Giancarlo Gazzola e Michele Boato di Mountain Wilderness e dell'Ecoistituto - non vogliamo imbalsamare l'ambiente e mettere la Natura sotto una campana di vetro, ma da qui all'idea che qualsiasi vincolo sia un ostacolo allo sviluppo, ce ne passa». Se tutto è fermo per l'ex hotel, Veneto Agricoltura è in dirittura d'arrivo con la creazione dell'area attrezzata per i camper e ha aperto il cantiere per recuperare da un ex hangar un centro polifunzionale, che comprende anche un museo dedicato alla guerra fredda. Per gli ambientalisti, però, bisogna andare oltre. «La creazione di una Riserva Naturale Regionale o il riconoscimento Unesco quale Riserva della Biosfera, sarebbero traguardi importanti, che renderebbero il Cansiglio ancora più conosciuto. Invece la Regione segue la strada della privatizzazione, a cominciare dal S. Marco, messo in vendita per la seconda volta in pochi mesi». Secondo gli ambientalisti - la cui manifestazione partirà domenica alle 10 da Pian Canaie - non bisogna lasciarsi ingannare dal falso buon senso di chi sostiene la necessità di vendere e che i privati ricostruirebbero l'albergo a loro spese, ridando vita ad una struttura turistica indispensabile per il rilancio economico del Cansiglio. «In realtà non è così, o meglio, questa è solo la scusa per superare lo scoglio della inalienabilità del Cansiglio, principio vecchio di oltre 1000 anni e che finora ha conservato il Cansiglio pressoché integro. È convinzione del popolo ambientalista che, se passa la vendita del San Marco, uccidendo così un principio che sembrava intoccabile, molte altre vendite seguiranno: i pascoli, le malghe, gli agriturismi, l'Albergo Sant'Osvaldo. Le associazioni ambientaliste (Mountain Wilderness, Wwf, Cai, Legambiente, Lipu) vogliono inoltre ricordare ai sindaci che non si tratta di mandare via i forestali dello Stato o gli uffici della Regione per poter gestire economicamente la foresta e rifornire le casse comunali impoverite dalla crisi. (f.d.m.)
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