Scuola d’affresco alla Vena d’Oro il Comune ci pensa

Ponte nelle Alpi, l’ente locale destinerà uno spazio alla realtà che richiama artisti e visitatori da tutta Italia

PONTE NELLE ALPI. Il Comune di Ponte nelle Alpi entra a pieno titolo a far parte della Scuola internazionale per la tecnica dell’affresco. A dire il vero, sono ormai tre anni che la Galleria Rizet di Arsiè, fortemente voluta da Diego Rizzo, ospita il corso di affresco coordinato dalla maestra Manuela Prestileo e patrocinato, appunto, dalla Sita, che ha sede a Feltre e vede il maestro frescante Vico Calabrò in qualità di direttore artistico.

Ma ora il Comune ha fatto un passo avanti, in quanto sta pensando anche a destinare uno spazio utile al deposito dell’attrezzatura e dei materiali utilizzati per le varie attività. Spazio che potrebbe essere anche un ulteriore luogo adatto a ospitare lezioni e incontri sulla tecnica dell’affresco.

«Stiamo facendo diverse valutazioni», spiega il sindaco, Paolo Vendramini. «Un’ipotesi emersa è quella della Vena d’Oro. Ma è ancora tutto da decidere». Intanto l’amministrazione, con una delibera di giunta di qualche settimana fa, ha concesso il suo patrocinio ai corsi di affresco della Sita. E si è impegnato a individuare la parete su cui andare a realizzare il prossimo affresco.

«Siamo nel 2018, anno del centenario della fine della prima guerra mondiale. Pontalpino era Rodolfo Fiori, uno dei ultimi caduti della Grande Guerra», aggiunge Vendramini. «Un murale sarà quindi molto probabilmente dedicato a questa figura. Per la precisione, a Polpet, ma stiamo cercando di capire esattamente su quale edificio. Si tratterà anche di capire la disponibilità dei privati. L’intenzione sarebbe anche quella di realizzare un affresco a Nuova Erto, per la commemorazione del Vajont».

«Il fatto che Ponte nelle Alpi diventi sedi operativa dei corsi di affresco richiamerà tantissimi artisti e visitatori da tutta Italia», commenta soddisfatto Rizzo. «Sarà una grandissima occasione per far conoscere il territorio pontalpino. Solo l’inizio di un’azione dirompente, anche per recuperare una forma espressiva in via di estinzione, che risulta assente nei piani di formazione accademici».

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