Scontro in consiglio sull’accordo con Feltre per la casa di riposo

BORGO VALBELLUNA

Via libera all’accordo con Feltre per chiudere pacificamente la vertenza sui conti dei lavori alla casa di riposo di Lentiai ma è scontro in consiglio comunale tra il consigliere di minoranza Armando Vello e il sindaco Stefano Cesa.

La maggioranza ha infatti approvato lo schema di transazione con l’Azienda feltrina servizi alla persona sulla casa di riposo “Ettore e Rosa Mione” ma Vello, ex sindaco di Lentiai, ha fatto valere le proprie ragioni e ha dato voto contrario.

La vertenza riguarda le partite economiche relative all’anno 2018 e ai primi tre mesi dell’esercizio 2019. Con l’accordo già approvato dalla Consortile dell’Azienda Feltrina il 15 aprile il Comune di Borgo Valbelluna si impegna a pagare alla municipalizzata di Feltre 383 mila 500 euro, in due parti: il 60 per cento entro il 31 maggio e il resto entro il 31 luglio.

Una somma “scontata” di circa 60 mila euro rispetto a quanto inizialmente richiesto dalla stessa Azienda feltrina.

Per questo Armando Vello non ci sta. «Questa transazione è solo un accordo politico tra i due sindaci, Stefano Cesa e Paolo Perenzin», ha detto il consigliere di minoranza, «perciò non posso che esprimere la mia contrarietà, perché io il contenzioso lo avrei continuato per arrivare a capire le cifre esatte e la verità di questa faccenda. C’è chi non la sa».

Vello ha dunque sintetizzato le vicende avvenute attorno alla struttura per anziani, spiegando che dieci anni fa il Comune di Lentiai aveva deciso di cedere la gestione della casa di riposo di Lentiai all’Azienda feltrina per poi procedere assieme.

«Il Comune di Lentiai non era per niente contento della gestione che stava facendo l’Azienda feltrina», ha ricordato però l’ex sindaco Vello, «per cui volevamo riavere indietro la casa di riposo, ma loro ce l’hanno impedito. Sono stati anni di lotta e cifre fuori da ogni schema. Avevo la responsabilità di tutti, ospiti e operatori: mi risparmio sugli atteggiamenti dell’Azienda feltrina nei confronti nostri e non solo. Cesa deve dirmi grazie per aver portato la casa di soggiorno nel nuovo Comune».

«Mi aspetterei almeno un “grazie” per aver concluso una vertenza così importante e delicata», ha risposto il sindaco Cesa. «Se fosse stato così bravo la vicenda l’avrebbe chiusa lei anni fa. Dobbiamo anche dire che dovremo trovare i soldi per ripianare il debito che non abbiamo creato noi». —

Dante Damin

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