Sci come ai vecchi tempi? Sì, sulla “Vertigine bianca”

Cortina. La Ista spa ha lasciato il tracciato vergine per la gioia dei super esperti Percorso da brividi (pendenze fino al 60%), paradiso del fuoripista controllato

CORTINA. “Old freestyle”, ovvero sciare su una pista vergine, riportata alle caratteristiche originali. È la nuova attrattiva del comprensorio sciistico Socrepes – Tofana, che da alcuni giorni ha aperto e riservato la mitica “Vertigine bianca” agli amanti del fuoripista. Dopo le recenti abbondati nevicate, il tracciato è stato lasciato vergine. Saranno gli sciatori, ma solo quelli più temerari, a modellarlo con le loro discese, per provare l’emozione di una sciata “vintage”, proprio come quando le piste non venivano battute e trasformate in una tavola da biliardo come accade oggi.

La “Vertigine bianca” parte poco sotto il rifugio Duca d’Aosta e scende lungo le pendici delle Tofane, collegando il tratto superiore del Canalone con il tratto terminale della Labirinti. Ma è tutt’altro che una semplice variante. E, se si chiama “Vertigine”, un motivo c’è.

Basta leggerne le caratteristiche tecniche per provare i brividi: 334 metri di dislivello ( da 2182 a 1848 metri ) in appena 871 di lunghezza ed una pendenza massima del 60%. La pista fu realizzata tra il 1973 ed il 1975, insieme a gran parte dei tracciati più conosciuti del comprensorio: Canalone, Labirinti e la Stratofana, quest’ultima divenuta famosa poi per essere teatro ininterrottamente dal 1993 delle gare di Coppa del mondo di sci. Due ruspe lavorarono per mesi per sbancare e modellare il terreno, mentre il personale dell’allora Società Seggiovie Cortina, che gestiva le piste, provvedeva con cura al ripristino del manto erboso. Era l’inizio dell’era moderna dello sci, con piste larghe almeno 20 metri, come avrebbero prescritto poi anche le normative. E prima ?

«Prima si scendeva tra i baranci, con la neve fresca», ricorda Mauro Bolognani, che allora muoveva i primi passi nel campo degli impianti a fune ed oggi è responsabile della preparazione delle piste per la Ista S.p.a, la società concessionaria dell’area sciistica Socrepes – Tofana – Col Gallina, «non c’erano i battipista meccanici che abbiamo oggi. Allora si batteva con gli sci ai piedi e con le pale di ferro».

Un lavoro duro. Il personale addetto alle piste scendeva dall’alto con gli sci ai piedi e, passo dopo passo, alla sera arrivava a valle dopo aver battuto una scia di pochi metri di larghezza. E, quando nevicava, si ricominciava tutto daccapo. Solo molti anni dopo arrivarono i gatti delle nevi. E per le piste più ripide, come quelle delle Tofane, attrezzati anche con un verricello. In questi anni tutte le piste della Tofana sono state attrezzate con un moderno impianto di innevamento, che permette in poche sere, freddo e disponibilità di acqua permettendo, di prepararle con la neve programmata. Mancava solo la “Vertigine”. Forse un segno del destino per far sì che possa diventare, come ha voluto la Ista, un piccolo paradiso per il fuoripista “controllato”. Ma con le necessarie precauzioni di sicurezza. Proprio per le caratteristiche della pista, l’accesso è riservato solamente a sciatori esperti e preparati, come d’altra parte ricordano i cartelli che la società ha affisso su tutti gli impianti che permettono di raggiungere la “Vertigine bianca”.

Lorenzo Soratroi

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