Scarichi nel Viera, tre alla sbarra

Gli antiparassitari smaltiti da un meleto di Calliol causarono una moria di pesci

CESIOMAGGIORE

Sversarono antiparassitario in un pozzetto che finiva nel Viera e l’anno scorso un simile episodio provocò il danneggiamento dell’ecosistema della zona e una moria di pesci e fauna ittica, almeno secondo le accuse della procura.

L’episodio è dell’ottobre 2009 e la forestale all’epoca individuò lo scarico non autorizzato della ditta La Feltrina che nella zona aveva un meleto, la moria di pesci invece si verificò qualche mese prima, a luglio.

Di questo debbono rispondere Gabriele Calliari, nato a Romjeno, Lorenzo Furlan di Trento e Olivo Pierino Giovannini di Cles (difesi dall’avvocato Ivan Alberti di Trento): ieri il giudice Elisabetta Scolozzi ha accordato di procedere con rito abbreviato, condizionato da alcuni documenti (per la maggior parte, articoli di giornali) presentati dalla difesa. Non s’è opposto il pubblico ministero Rossi.

Ifatti risalgono appunto a un paio di anni fa quando si verificò una moria di fauna ittica nel torrente cesiolino. La forestale, che effettuò le indagini, puntò il dito su uno scarico (non autorizzato secondo la procura) nel quale finirono residui di prodotti chimici usati per irrorare il meleto situato in località Calliol. In quel luogo fu prelevato un campione d’acqua poi esaminato dall’Arpav che rilevò la presenza di due componenti in percentuali superiori a quelle previste dalla normativa: in particolare tensioattivi e materia organica biodegradabile. Il verbale dell’accertamento fu trasmesso dai forestali alla società proprietaria dello scarico.

All’epoca la ditta La Feltrina fu anche multata per quello scarico abusivo, poi sono arrivate anche le imputazioni per gli imprenditori in relazione al fatto specifico che provocò un danno ambientale, nelle ipotesi della procura della Repubblica e della forestale che eseguì tutte le indagini.

Ieri l’udienza filtro a palazzo di giustizia di Belluno: i tre debbono rispondere di concorso in danneggiamento e getto pericoloso di cose (a loro è contestata anche l’aggravante).

Il procedimento non si è chiuso: si profila invece un rito alternativo, il giudice ha ammesso il rito abbreviato (allo stato degli atti, senza testimoni in questo caso e con la prospettiva di sconto di un terzo della pena) e dunque ha rinviato il procedimento al prossimo anno.

Si torna in aula il 27 aprile 2012. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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