San Gregorio, sicuro l’arrivo di 20 migranti
SAN GREGORIO. Proteste, scontri verbali, ma anche un invito a restare uniti. Perché farsi trovare sparpagliati di fronte a un problema di accoglienza è il primo modo per far saltare i rapporti e la serenità tra compaesani.
Venerdì erano più di trecento i partecipanti all’incontro, organizzato dal sindaco Vieceli per chiarire una volta per tutti i dettagli di questa tanto temuta “invasione”, come piace definirla ai militanti di Forza Nuova (sul banchetto fuori dalla palestra sventolava lo striscione “Basta immigrazione, fermiamo l'invasione”) e Casa Pound, a San Gregorio per cavalcare l'onda della protesta. Contro di loro ha preso la parola una ragazza, che ha esortato i compaesani a restare uniti: «Ce lo siamo detto durante l’incontro dell'altra sera, non dobbiamo dividerci su questo tema, dobbiamo farci forza e parlarne tra di noi. Non vedo allora perché debba venire gente da fuori a portare zizzania».
Una cosa comunque è certa: i migranti arriveranno. Ce ne sono già sette pronti a trasferirsi all'ex albergo Monte Pizzocco, ora in custodia presso la cooperativa Tempus di Fonzaso, che si occuperà della loro sistemazione e gestione. Gli altri, ancora non si sa. Alla fine potrebbero essere 20, come anche 24, questo è previsto dall'ultimo documento ratificato dalla Prefettura. «Il problema», ha detto Vieceli, «non è rappresentato tanto dall’accoglienza dei richiedenti asilo, bensì dal loro numero, spropositato per un paese di piccole dimensioni come San Gregorio. Basterebbe abbassare il numero, basterebbe che i Comuni solidarizzassero tra loro, facendo partire quell’accoglienza diffusa auspicata da più parti. Noi sindaci non possiamo dire di no alla prefettura, pena la nostra destituzione. Abbiamo le mani legate, siamo le vittime di questo sistema. Ma basterebbe poco per far quadrare i conti».
Nel vociare animoso della palestra hanno tentato di parlare il presidente della Tempus Mario Orsini, il delegato Luca Galimberti e gli amministratori di Cavallino Treporti. Il vicesindaco del comune veneziano Francesco Monica ha zittito la platea con il suo intervento: «Non siamo d'accordo con questa politica immigratoria», ha esordito, «ma noi, al contrario di voi, siamo stati avvisati con un sms e solo il giorno prima dell'arrivo dei 24. Eravamo incazzati neri. Ma se ci fossimo opposti il prefetto ci avrebbe denunciati e destituiti, indicendo nuove elezioni. Allora abbiamo deciso di agire nel modo migliore: li abbiamo occupati e per nostra fortuna si sono sempre comportati bene. Dobbiamo voltare la situazione a nostro favore».
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