Salta l’incontro con l’Ulss di Belluno, la Cgil va all’attacco: «Noi cittadini di serie B»

Casanova: i cittadini della provincia di Belluno non sono adeguatamente considerati dalla giunta Zaia e questo non è possibile accettarlo
Pda
Denise Casanova, segretaria della Cgil bellunese
Denise Casanova, segretaria della Cgil bellunese

Salta l’incontro previsto con la direzione strategica dell’Ulss 1 Dolomiti e la Cgil passa all’attacco: «Chiediamo un nuovo urgente incontro per capire se le nostre preoccupazioni in merito alla sanità provinciale sono fondate. Alla provincia di Belluno chiediamo di fare massa critica per salvaguardare i servizi esistenti».

A parlare per la Camera del lavoro di Belluno, è la sua segretaria generale, Denise Casanova che insieme alla Funzione pubblica e ai Pensionati esprime seria preoccupazione per la nomina del nuovo direttore dell’Ulss n. 1 Dolomiti, Giuseppe Dal Ben, a scavalco con l’Azienda ospedaliera di Padova. «Come Cgil siamo stupiti», spiega Casanova, «della scelta assunta dalla Regione, perché è il sintomo chiaro e inequivocabile di una politica che pone la provincia di Belluno per l’ennesima volta in secondo piano. Siccome la sanità bellunese versa in uno stato di assoluta criticità, quella della Regione è una scelta incomprensibile. Il nostro non è un attacco diretto al dottor Dal Ben, che è senz’altro un professionista preparato, ma ci chiediamo come possa seguire due Aziende sanitarie, peraltro con l’attenzione che necessità l’Ulss 1 Dolomiti».

La riflessione della segretaria generale della Camera del lavoro di Belluno esprime preoccupazione e delusione: «Siamo cittadini del Veneto di serie B. In una situazione com’è quella della sanità pubblica nei territori di montagna, che presenta evidenti sofferenze, che con un proprio direttore generale, dedicato interamente ed esclusivamente alla sua gestione, già aveva dimostrato di non riuscire a essere efficace, Zaia replica nominando un direttore a scavalco. I cittadini della provincia di Belluno non sono adeguatamente considerati dalla giunta Zaia e questo non è possibile accettarlo. Nel corso degli incontri avuti con la Regione Veneto abbiamo a più riprese denunciato l’inadeguatezza della sanità bellunese e questa è la risposta».

Per il segretario della Fp Cgil, Andrea Fiocco la scelta di un direttore a scavalco deve essere transitoria «perché è necessaria la presenza di una direzione a tempo pieno. Non discutiamo il professionista, discutiamo la scelta che sta a monte. Ci sono molti argomenti da portare avanti, come l’applicazione del contratto collettivo nazionale e le scelte per rendere l’azienda sanitaria bellunese attrattiva».

Anche Maria Rita Gentilin, dello Spi è critica. «Conosciamo il nostro territorio e le sue criticità, perciò avere un direttore generale a scavalco non è la soluzione per il Bellunese. Chiediamo di non essere da meno solo perché siamo pochi. Una direzione generale esclusivamente dedicata a Belluno è indispensabile».

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