Safilo, niente sciopero per ora. «Nessuno resterà per strada»

In fabbrica assemblee molto partecipate: “tradimento” la parola più utilizzata

A breve si riunirà il Comitato di sorveglianza, poi il secondo tavolo con l’azienda

Francesco Dal Mas

«Tradimento». È la parola più usata del vocabolario sfogliato ieri nelle quattro assemblee di fabbrica svoltesi alla Safilo di Longarone. I lavoratori lo hanno ammesso a chiare lettere, dimostrando un singolare affetto per la loro azienda. E, di conseguenza, tanta delusione per la vendita.

Significativi, in questo senso, i cartelli appesi all’ingresso dello stabilimento. “I nostri nonni hanno data la vita per costruire un futuro che i non figli con conosceranno mai”, si legge in uno di questi. Un altro sembra una grande epigrafe: “Safilo, nata 1934, morta 26.1.2023. Non seppelliteci, 472 famiglie”.

Le assemblee, presiedute dai vertici Filtcem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, sono state molto partecipate. I sindacalisti hanno spiegato il senso dei 15 giorni chiesti dalla Regione e dal sindacato alla Safilo perché approfondisca i presupposti per restare a Longarone, per non abbandonare il campo. Una scelta incomprensibile, perché», è stato detto, «non sta portando i libri in tribunale, ma ha maturato oltre un miliardo di fatturato e più di 100 milioni di utile». Insomma, ha fatto sintesi Giampietro Marra della Cgil, «non ci sono le condizioni per una fuga a gambe levate dal territorio Longaronese». Per Gianni Boato della Cisl non ci sono dubbi: «Una produzione di eccellenza come merita di rimanere nei nostri territori». Ed è quanto ribadirà anche il sindaco di longarone, Roberto Padrin, nella riunione del Comitato di sorveglianza che si appresta a convocare, anche nella sua veste di presidente della Provincia. «Non un posto di lavoro», anticipa, «va perso. Nessuno, proprio nessuno sarà lasciato per strada».

La seduta del consiglio di sorveglianza è attesa per la prossima settimana, mentre in quella successiva si terrà a Longarone il secondo tavolo con l’azienda. Con una preoccupazione in più: da parte dei delegati rsu degli altri stabilimenti del gruppo che, considerando quanto sono state rispettate le promesse circa la stabilità del presidio longaronese, non ritengono di dover credere fino in fondo alle assicurazioni della Safilo sul futuro dei loro stabilimenti. Lo hanno fatto intendere anche i sindacalisti alle assemblee di ieri. Tanto più che il contratto tra Safilo e Kering è a termine.

Gli stessi sindacalisti hanno convinto i lavoratori a non dare credito alle indiscrezioni su trattative in corso con altri investitori, la Thélios per prima, «almeno fino a che non arriveranno riscontri precisi».

Il problema è quello di un’eventuale vendita solo parziale del sito, con gli organici magari dimezzati. La Thélios, infatti, non ha, o meglio non aveva in programma di farsi carico di un supplemento di lavorazioni così ampio come quello rappresentato da Safilo. E lo sciopero, di cui si era parlato nei giorni scorsi? Ieri non se n’è parlato, per evitare possibili irritazioni in queste due settimane di delicate verifiche.

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