Sabato la benedizione della statua

La devozione a Papa Wojtyla coinvolge anche l’Altobellunese

SAPPADA. L’ amore naturale per la montagna ha sempre accompagnato Papa Giovanni Paolo II; e la gente di montagna ha sempre nutrito lo stesso sentimento nei suoi confronti. Ora, a sette anni dalla sua scomparsa, arriva a Sappada la statua bronzea che lo raffigura e che sta toccando i luoghi a lui più cari in vita. Questo progetto, denominato “Totus Tuus” (dal motto inciso sullo stemma pontificio di Wojtyla), è nato da un’idea di monsignor Ettore Malnati, docente di Teologia Dogmatica a Trieste e Lugano, e vede l’opera impegnata in una sorta di pellegrinaggio che terminerà a San Pietro, quando Giovanni Paolo II verrà proclamato Santo. Della statua, opera dello scultore Fiorenzo Bacci, esistono attualmente cinque copie, una delle quali ha attraversato l’Oceano per arrivare fino a Sidney, mentre una seconda è posta di fronte alla Chiesa di San Pietro alla Ienca (L’Aquila), località dove Sua Santità si recava a sciare. Molti i simboli presenti nell’opera e i messaggi che questi vogliono lanciare: la palma che stringe nella mano, anziché il pastorale, richiama al concetto e rimanda alla domenica delle Palme e alla festa dei giovani, ai quali rivolge ancora l’esortazione “non abbiate paura”, che può essere letta sulla stola, in ebraico antico. Sulla mitria, il Cristo risorto, l’ immagine del Cristo Immolato e la corona di spine, a testimonianza della sofferenza che Wojtyla ha affrontato, specialmente negli ultimi anni di vita. Da qualche giorno una copia è arrivata da Pieve di Cadore e si trova all’esterno della Parrocchiale Santa Margherita di Sappada, sotto le amate montagne di Wojtyla. L’otto dicembre, nel corso della messa, è in programma la benedizione della statua; e lo stesso giorno, alle 21, la “Schola Cantorum” di Lorenzago , che più volte si è recata in Vaticano, terrà un concerto nella chiesa parrocchiale di Sappada in onore del Beato. Alla cerimonia sarà presente anche l’autore dell’opera. «Siamo molto felici di avere qui la statua di Giovanni Paolo II. Come sempre, ha scelto lui dove andare, e ha dimostrato un’altra volta di preferire le montagne, come il monte Peralba», commenta l’assessore Marco Rossa, promotore dell’arrivo dell’opera a Sappada; e che, guardandola, rimanda alla dolcezza e alla grande umanità che con un solo sguardo Papa Giovanni Paolo II comunicava.

Nicole Quinz

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