Ricevimento sospeso da 5 mesi, Ust nel caos
BELLUNO. Ennesima sospensione del ricevimento e delle telefonate all’Ufficio scolastico provinciale. Dai primi di luglio e fino alla fine di novembre gli utenti potranno entrare negli uffici o chiamare, soltanto un giorno a settimana, il mercoledì, e per sole due ore dalle 11 alle 13. E questo per permettere agli uffici di far fronte agli adempimenti con un personale sempre più ridotto all’osso. La situazione sta creando non poco disagio tra i docenti che già devono far fronte al caos creato dalla riforma scolastica e rischiano di non avere informazioni su cosa ne sarà di loro.
La prima sospensione del ricevimento era partita ai primi di luglio e doveva concludersi, come capitava tutti gli anni, ai primi di settembre. Ma poi di sospensione in sospensione, si è arrivati a ieri quando è stato comunicato che la chiusura al pubblico interesserà anche il mese di novembre.
Praticamente da cinque mesi gli utenti trovano gli uffici chiusi e non disponibili nemmeno telefonicamente, se non per due a settimana.
«La situazione del personale all’Ust», precisa Walter Guastella, segretario della Flc Cgil, «è molto preoccupante: a fine anno si ritroveranno in 10 addetti, mentre da poco anche la referente di tutto il comparto Ata è andata in pensione».
Di fronte a questa situazione, che da mesi i sindacati del pubblico impiego denunciano interessando anche i parlamentari bellunesi perché venga superata, gli esponenti sindacali della scuola si dicono fortemente contrariati dal disservizio che con l’interruzione del ricevimento si crea. «E quest’anno più degli altri anni», precisa Guastella che poi rilancia: «L’Ufficio e la dirigente dovrebbe rivedere la decisione, perché nonostante la presa d’atto delle difficoltà in cui versa per il poco personale, agendo in questo modo si rischia di far passare l’idea che non serva tenere sul territorio un ufficio scolastico. Perché resta sempre chiuso e non è in grado di dare una risposta immediata agli utenti», spiega il sindacalista a cui fa eco anche la segretaria dello Snals, Milena De Carlo. «Abbiamo fatto tanto per mantenere il presidio sul territorio, così rischiamo di vanificare tutto». Per Guastella, «l’Ufficio scolastico regionale insieme col Miur dovrebbero permettere al nostro Ust di dare massima urgenza al rapporto con i docenti locali, lasciando per tempi più calmi la soluzione delle incombenze romane».
Anche tra i docenti inizia a serpeggiare un certo malcontento. «Gli utenti che si rivolgono a noi sono perplessi perché si trovano davanti un servizio che di fatto non è più pubblico». E tra loro cresce la preoccupazione: da un lato ci sono quelli che dovranno essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento a causa dei ricorsi e per i quali non si riesce a capire a che punto siano le pratiche, e dall’altro ci sono anche i vincitori di concorso che attendono con ansia di sapere che fine faranno. Seppur è comprensibile che è grave la carenza di personale», concludono i sindacati, «è altrettanto comprensibile che ci sia tensione e paura tra chi non riesce ad aver una risposta veloce dagli uffici».
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