Respinto il ricorso per il caro-bollette

BELLUNO. La Sorgente Trasparente rimane a bocca asciutta. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha respinto il ricorso che l’associazione aveva presentato nel 2014 contro l’addizionale...

BELLUNO. La Sorgente Trasparente rimane a bocca asciutta. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha respinto il ricorso che l’associazione aveva presentato nel 2014 contro l’addizionale per il recupero del credito di Bim Gsp.

«Si tratta di una sentenza coerente con le disposizioni dell’Authority» spiega Giuseppe Vignato, amministratore unico di Bim Gsp, «e che conferma il corretto operato di Gsp a tutela degli utenti e del perseguimento di un’equilibrata gestione aziendale».

Un passo indietro. Il caso esplode tra il 2010 e il 2011, quando si scopre che il credito per i futuri aumenti tariffari nella bolletta dell’acqua era stato appostato nei bilanci di Bim Gsp dal 2004 al 2011 ma non era mai stato addebitato in bolletta, arrivando a 30 milioni di euro. In altre parole la tariffa dell’acqua era rimasta sempre la stessa ed era troppo bassa. Da lì la decisione, presa dall’Aato e autorizzata dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi), di introdurre in bolletta un’addizionale del 16% per il recupero del credito per i mancati adeguamenti tariffari del periodo 2004/2011.

Una decisione che ha scatenato la decisa opposizione di un gruppo di cittadini riuniti nell’associazione La Sorgente Trasparente. Il comitato, assistito da alcuni legali, nel 2014 ha deciso di ricorrere al Tar della Lombardia, competente in materia, per l’annullamento della delibera dell’Aeegsi n. 506 del 7 novembre 2013 con la quale era stata autorizzata l’addizionale.

Una lunga vicenda arrivata all’epilogo in questi giorni: il Tar Lombardia, viste le argomentazioni delle parti, ha rigettato il ricorso presentato dall’associazione, e condannato la stessa al pagamento delle spese legali, in quanto inammissibile rispetto alla delibera Aeegsi 506/2013 da cui non discende alcun danno agli utenti nonché irricevibile rispetto alle deliberazioni Aato (oggi Consiglio di Bacino) e Aeegsi in quanto già efficaci ed in vigore. «La sentenza» spiega Maria Teresa De Bortoli, presidente del Consiglio di Bacino, «ha confermato il buon operato adottato a suo tempo dai sindaci bellunesi».

Grazie all’incasso di circa 3 milioni di euro annui ed una svalutazione di 5 milioni per il ricalcolo dei valori effettivi, ad oggi il credito per futuri aumenti tariffari è ridotto a 13 milioni che verranno incassati entro il 2022.

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