Rapina il farmacista di Belluno per l’ansiolitico, poi lo sequestra: due anni e sei mesi
Il tribunale ha riconosciuto seminfermità e risarcimento danni.
Ora toccherà ai cittadini pagare la parcella dell’avvocato

Rapina per un ansiolitico e sequestro del farmacista. Fatti due conti con la penna, un cittadino romeno rischiava una condanna a 12 anni di reclusione. In realtà, ne ha presi soltanto due e mezzo. Era detenuto nel carcere di Baldenich e non si muove da lì, ma in definitiva dovrà rimanerci molto meno del previsto. È andata benino, se non addirittura bene al soggetto 46enne, che nell’agosto dello scorso anno era entrato alla Santo Stefano, nella piazza omonima e aveva minacciato il dottor Gianfranco Alesci con un coltello, pretendendo un farmaco e poi l’aveva trattenuto nel negozio sotto il portico fino all’arrivo dei carabinieri.

A un certo momento, era entrato un cliente e anche a lui era stato impedito di andarsene. La strategia dell’avvocato difensore Luciano Perco ha limitato al massimo i danni. In una prima udienza, era stato convocato lo psichiatra della casa circondariale, che aveva certificato la seminfermità mentale. Seconda mossa quella di proporre un risarcimento al medico, secondo le limitate possibilità economiche dell’imputato, che ha annullato il reato di sequestro di persona. Una volta esclusa la recidiva specifica infraquinquennale contestata in un primo momento dalla Procura della Repubblica di Belluno (un precedente analogo nei cinque anni precedenti), è stato sfruttato anche lo sconto di un terzo della pena previsto dall’abbreviato. Ieri mattina il giudice per le udienze preliminari Enrica Marson ha quantificato la pena in due anni e sei mesi, tutto compreso e va bene così.
L’imputato era stato arrestato dai militari e quel giorno era in libertà vigilata, pertanto avrebbe dovuto comportarsi bene. Fortuna che il cliente non aveva presentato querela, sicché non c’erano altre pendenze da risolvere nei suoi confronti. L’uomo è ancora detenuto e dovrà rassegnarsi a rimanere dentro ancora per un po’ di tempo, ma c’è da dire che solo per la rapina gli erano state contestate addirittura tre aggravanti e poteva scapparci una sentenza molto più pesante. Addirittura a doppia cifra, come anticipato. Fin da subito, era stato ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato, di conseguenza saranno i cittadini a pagargli la parcella.
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