Liste di attesa in diminuzione nel Bellunese, scese da ottomila a 700 nel 2024
Le prescrizioni da eseguire entro 30 giorni erano 4.783 e sono calate a 305, quelle entro 90 giorni da 3.701 a 494

Liste di attesa in rapida diminuzione negli ospedali dell’Ulss 1 Dolomiti.
Se per le prime visite con priorità B (da erogare entro 10 giorni) la lista ormai da tempo è terminata e per fissare un appuntamento non ci sono particolari problemi, un grande recupero si sta realizzando per le visite con priorità D (entro trenta giorni) e P (entro 90).
Liste di attesa
«Le priorità D sono scese dalle 4.783 visite in lista d’attesa a inizio anno alle attuali 305, mentre le P da quota 3.701 a 494. In poche parole, non sono neanche mille le visite da recuperare alla data del 2 dicembre», sottolinea il commissario straordinario Giuseppe Dal Ben, che poi evidenzia: «Le liste di attesa sono il nostro obiettivo più importante in ottemperanza al mandato della Regione Veneto».
Le criticità maggiori si rilevano nelle prime visite di Medicina fisica e riabilitativa, Reumatologia e Neurologia, seguite anche da Dermatologia e da alcune prestazioni radiologiche legate soprattutto a Tac e risonanze magnetiche.
Schierata una task force
Per ottenere questi risultati l’azienda dolomitica ha messo in campo medici dipendenti, medici esterni (in convenzione con l’azienda università di Padova e l’Ulss di Treviso principalmente) e anche il privato accreditato soprattutto per le indagini radiologiche.
E poi c’è l’attivazione dei macchinari in orario serale e festivo. «Altre soluzioni sono in cantiere per riuscire a dare una risposta il più possibile entro i tempi previsti ai cittadini», spiega Dal Ben.
Insomma, le strategie per abbattere le liste di attesa non mancano.
Ogni giorno sono verificate le agende e a chi non avrà un posto sarà assegnata una preprenotazione. L’azienda è anche al lavoro per recuperare eventuali date disponibili a seguito di disdette o posti presenti nelle agende dei singoli reparti con l’acquisto di prestazioni dal personale dipendente o esterno.
«Importante anche il lavoro sull’appropriatezza prescrittiva che interessa i medici di famiglia e che l’Ulss sta mettendo in atto. Negli ultimi anni, infatti, sono aumentate le prescrizioni. Per questo l’azienda si sta impegnando con i medici di base perchè possano prendersi in carico i pazienti cronici».
Le altre priorità
«Dobbiamo continuare sulla strada intrapresa», è il credo di Dal Ben. «Questi risultati sono il frutto di un grande lavoro di squadra. Un lavoro a tutto tondo sia a livello ospedaliero, ma anche territoriale, visto che uno degli obiettivi che ci siamo posti è quello di potenziare la medicina di prossimità».
Su questo fronte l’Ulss è impegnata nella realizzazione delle case di comunità. Quella di Feltre è in dirittura d’arrivo e credo che per gennaio possa essere l’inaugurazione.
A seguire arriveranno quelle di Belluno e a ruota Agordo e Pieve di Cadore: «L’obiettivo è di terminarle entro il 2026. Parliamo di interventi che dovrebbero chiudersi in concomitanza con le Olimpiadi. Queste potrebbero essere dei luoghi importanti anche per i turisti e per quanti parteciperanno come spettatori ai Giochi olimpici».
Neurologia in recupero
Buone notizie anche sul fronte della Neurologia, in grave difficoltà lo scorso anno per la carenza di specialisti: «Abbiamo recuperato tanto grazie al supporto che arriva dall’università ospedale di Padova con cui è stato siglato un accordo. Abbiamo fatto un concorso per il nuovo primario di Feltre che presto entrerà in servizio. La nostra speranza è che i risultati positivi che abbiamo ottenuto da Agenas nei giorni scorsi servano come stimolo ai giovani medici per venire a lavorare anche nelle nostre realtà».
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