Prende a pugni il paesano ma il processo è tutto da rifare
SANTO STEFANO. I pugni al paesano ripartono dal via. Il processo al comeliano Mario Pellizzaroli è tutto da rifare. È cambiato il giudice e la difesa dell’imputato non ha ratificato gli atti del togato Coppari, davanti al successore e onorario Berletti. I fatti contestati sono del 25 aprile 2013, festa della Liberazione, e il nuovo arrivato non ha potuto che rinviare alle 10.30 del 23 febbraio, quando si ricomincerà ad ascoltare tutti i testimoni, a cominciare da quelli del pubblico ministero Tricoli.
I due cittadini di Santo Stefano di Cadore hanno rispettivamente 57 e 55 anni, ma dopo aver trovato da ridire su qualcosa, si sono messi le mani addosso.
In particolare, l’imputato Pellizzaroli è accusato di lesioni personali nei confronti del quasi coetaneo. Secondo la pubblica accusa l’ha colpito con pugni a ripetizione, anche in piena faccia, provocandogli la frattura del quinto metacarpo della mano destra e facendogli saltare un dente. Il dodicesimo, racconta il certificato medico uscito dall’ambulatorio del pronto soccorso dell’ospedale di Pieve di Cadore, che poi sarebbe un incisivo superiore di destra.
La vittima era andata a farsi medicare e i medici avevano stabilito una prognosi di 30 giorni, salvo complicazioni. Tempi di guarigione piuttosto lunghi. La struttura ospedaliera non poteva che informare la procura della Repubblica e ne è nato il processo penale, che si è arenato per questo cambio di giudice: niente da fare per il pm, di fronte questo contrattempo. L’unica novità può essere la costituzione di parte civile della vittima delle lesioni con Paniz, ma nel mese di febbraio riprenderanno a sfilare i testi già sentiti, che ricostruiranno, per quanto possibile, la vicenda. (g.s.)
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