Potrebbe riaprire la pista di bob di Cortina

Studio di fattibilità dell’Alto Adige per una possibile candidatura ai Giochi 2026 Dovesse concretizzarsi, le gare di bob e skeleton si disputerebbero a Ronco

CORTINA. La riapertura della pista da bob di Ronco potrebbe rientrare nelle operazioni portate avanti con l'Euregio Tirolo-Alto Adige- Trentino: è stata infatti lanciata a Bolzano venerdì l'idea che l'Euregio possa essere la piattaforma per la candidatura altoatesina alle Olimpiadi invernali del 2026. L'assessore allo Sport della Provincia di Bolzano Martha Stocker, il suo collega tirolese Josef Geisler e il direttore dell'Ufficio sport della Provincia di Trento, Tamara Gasperi, si sono incontrati per parlare di alcuni progetti comuni da sviluppare in un prossimo futuro. Il Tirolo sta elaborando uno studio di fattibilità sulla candidatura per i Giochi invernali 2026. I tecnici stanno verificando se ci sono le condizioni per ospitare l'evento e quali sarebbero gli investimenti necessari.

«Sarebbe sicuramente affascinante», ammette Geisler, «dare una dimensione transfrontaliera alla candidatura coinvolgendo l'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino».

La candidatura deve essere portata avanti da un solo Comitato olimpico nazionale, ma la vicinanza dei territori rende possibile la sinergia.

«L'aspetto di una dimensione transfrontaliera delle Olimpiadi invernali potrebbe essere di interesse per chi analizza le varie candidature», aggiunge l'assessore Stocker. Si apre quindi uno scenario più che positivo per la pista da bob di Cortina. Il tracciato dedicato al campione Eugenio Monti è chiuso dal 2008 per decisione dall'Amministrazione Franceschi; e si rinunciò anche ai Mondiali di bob 2011 che erano già stati assegnati al Bob club Cortina. Il costo della gestione e degli interventi furono alla base di una chiusura mai accettata dal paese. Il Bob club Cortina, presieduto da Gianfranco Rezzadore, non ha però mai perso la speranza di vedere riaperta la pista di Cortina, l'unica rimasta in Italia dopo che quella di Cesana, costruita per le Olimpiadi di Torino 2006, è tuttora in fase di smantellamento. A febbraio scorso c'erano state alcune novità. Uno scambio di incontri e di lettere con Giovanni Malagò, presidente del Coni, che aveva confermato la disponibilità a reperire finanziamenti in cambio di garanzie sulla gestione della pista per almeno 10 anni. Le garanzie le avrebbe dovute dare il Comune, ma non arrivarono richieste formali e non se ne fece nulla. Ora si guarda all'Euregio, di cui Cortina fa parte (con Livinallongo e Colle) per le iniziative culturali e sociali. Se infatti si deciderà di candidare l'Alto Adige alle Olimpiadi 2026, le gare di bob e skeleton si faranno sulla pista ampezzana: l'investimento per riaprirla sarebbe inferiore a quello per realizzarne una ex novo. Inoltre il tracciato ha una sua forza storica ed è sempre stato considerato dai bobbisti il più affascinante del mondo. Nel 2008, in vista dei Mondiali 2011, fu presentato un progetto da Ibg Partner che ammontava a 14 milioni 723 mila euro. Poi fu fatto uno studio di fattibilità realizzato da uno dei soci del Bob club Cortina, Sebastiano Dabalà, che aveva un importo minimo di 4 milioni e mezzo di euro e massimo di 8 milioni e mezzo.

Alessandra Segafreddo

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi