Port’Oria, sorpasso all’ultima gara
L’Aquila vince a cavallo e supera Castello: è la sesta vittoria della sua storia
FELTRE. Svetta più alta di tutti l’Aquila bicipite, che all’ultima gara scavalca Castello e porta a casa il drappo dipinto da Olimpia Biasi, il sesto della propria storia. Un successo legittimato dalla prestazione davvero corale degli atleti nelle quattro gare - successo nell’arco, seconda piazza nella fune dopo uno spareggio e terzo posto nella staffetta. Secondo il Castello, che vede sfumare l’undicesimo alloro sin dal primo giro dell’anello. Terzo Duomo, che supera Santo Stefano e si porta a casa il
paglietto
, grazie alle migliori prestazioni conquistate nelle prime tre gare.
La lunga domenica del Palio 2007 si chiude in poco più di un minuto, quello necessario al primo fantino - Marco Pagliai, su Fantaghirò - per compiere i tre giri di pista e tagliare per primo il traguardo. Una vittoria netta, con una prima posizione conquistata alla prima curva e mantenuta per l’intera gara, dapprima affiancato dal compagno Francesco Conti - quarto all’arrivo, su Istriceddu - quindi resistendo ai tentativi di rimonta di Martin Ballesteros, che con il suo Giunco non è andato oltre la seconda posizione. Più dietro Alessandro Chiti, su Gregorion, ha regalato un’inutile terza piazza a Santo Stefano, anticipando Conti, Franco Casu - quinto per Duomo, su Wicher I - e Giancarlo Bergamaschi, che con Indocile non è mai stato capace di scollarsi dall’ultima posizione, praticamente togliendo ogni speranza di successo al Leone rampante.
A margine, mentre già i contradaioli dell’Aquila bicipite iniziavano la festa, durata sino a notte fonda ad Anzù, e mentre la numerosissima folla - 5200 paganti ieri, 4.500 sabato, un record forse figlio anche delle polemiche degli ultimi mesi che hanno acceso ancor più interesse verso una manifestazione che è Feltre - abbandonava Pra’ del Moro, Ballesteros cercava scusanti per la propria seconda piazza, accusando Conti di una partenza irregolare. Rivista alla moviola dal mossiere Renato Bircolotti la partenza - pur con i cavalli non schierati secondo l’allineamento previsto dopo il sorteggio - è invece risultata assolutamente perfetta, con anzi lo stesso Pampero di Castello a scattare in anticipo sugli avversari. In precedenza, il capitano del Palio Alessandro Manera aveva dichiarato nullo un reclamo presentato da Duomo contro Castello. L’accusa parlava di riferratura dei quattro zoccoli di Indocile, ma secondo i veterinari si è trattato solo della sistemazione di uno zoccolo mossosi durante il trasporto.
Se la corsa dei cavalli avvenuta quasi in notturna è stata la splendida conclusione di un Palio che, per comportamento degli atleti e per preseza di pubblico, ha zittito qualsiasi polemica, la gara che ha tenuto seduto il pubblico è stata il tiro alla fune. Già di per sé lento e non troppo avvincente, ieri ha raggiunto il proprio apice, costringendo ad uno spareggio a tre per decretare il vincitore, dopo che all’inizio c’erano stati alcuni momenti di panico perché non si trovava il canapo. Una vera tortura, insomma - che ha seguito gli spettacoli eccessivamente lunghi anch’essi proposti dall’Atef. I tiratori migliori si sono rivelati quelli di Castello (448 kg al peso), davanti a Port’Oria (448.5 kg) ed a Santo Stefano (426.8 kg) - ma diverse recriminazioni si sono avute per l’atteggiamento del giudice di gara, eccessivamente morbido con il Leone rampante quanto spietato con le altre tre contrade, tanto che alla fine su diciotto tirate ben cinque sono state decise a tavolino, compresa quella decisiva. Quarto con tre sconfitte Duomo (448.75 kg), ma il maestro di campo Fabrizio Norelli ha comunque festeggiato sul rivale Isidoro De Bortoli del Corno d’oro per la classifica del paglietto, che decretava 17 punti contro 14 in favore della Stella ad otto punte. E proprio questi due quartieri hanno raccolto un plauso particolare per aver partecipato alla seconda giornata di Palio pur nella consapevolezza di non poter cogliere l’alloro finale, a causa dell’esclusione di un cavallo ciascuno.
A proposito di cavalli, riusito il minipalio riservato ai bambini, con quattro cavallerizzi in sella ad altrettanti pony che si sono sfidati in una gimkana. Alla fine, successo per Castello, davanti a Santo Stefano, Port’Oria e Duomo. E riuscito anche il corteo storico, sempre più nutrito di figuranti, che ha sfilato sotto un sole cocente lungo le vie della città, partendo in anticipo rispetto ai programmi, accompagnato da due ali di folla festante e plaudente.
Argomenti:palio di feltre
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