Pista da bob, c’è l’offerta di Pizzarotti: corsa contro il tempo e l’ostacolo Cio

La gara di Simico chiusa con un partecipante. Salvini: al lavoro h24
Francesco Dal Mas

La gara per trovare l’impresa che realizzi la nuova pista Monti ha raccolto un partecipante: la possibilità che Cortina tenga le dodici gare olimpiche di bob, skeleton e slittino è affidata all’offerta della Pizzarotti di Parma, il secondo Gruppo italiano delle costruzioni. E alla spada di Damocle del Cio che anche ieri non ha nascosto le sue riserve, anche se sembra difficile possa mettersi contro il governo del Paese che organizzerà i prossimi Giochi invernali. Questo almeno sperano a Cortina e a Venezia.

Lunedì ci sarà una prima seduta (esplorativa) della Fondazione Milano Cortina, con Simico, che ha organizzato la gara, e tutti i soggetti coinvolti. In settimana la Commissione aggiudicatrice dovrà vagliare adesso che l’offerta rispetti i requisiti economici e tecnici del bando. E il commissario Sant’Andrea assegnerà formalmente l’appalto. Il 30 gennaio si riunirà formalmente il cda della stessa Fondazione. Quindi l’ultima parola del Cio. E poi, a metà febbraio, il possibile via ai lavori.

Pista da bob, Grigolin partner della Pizzarotti: «Prepareremo il sedime»
Il tracciato della nuova Monti con l'otto finale per rallentare gli atleti

L’impresa Grigolin, con cantiere a Vodo, sta già scaldando i motori di ruspe e betoniere.

Il Comitato olimpico internazionale chiede tutta una serie di garanzie sia sul rispetto dei tempi che sulla gestione. Pizzarotti ha assicurato che ce la farà a consegnare la pista vera e propria per marzo 2025, quando ci saranno la pre-omologazione e i test di gara. Quando, cioè, si verificherà da parte delle federazioni internazionali e del Cio se la struttura sarà davvero a regola d’arte. In particolare per quanto riguarda la refrigerazione. Il Comitato pretende anche delle garanzie sulla legacy, sulla gestione, perché sia sostenibile. Non vuole cattedrali ne deserto destinate all’abbandono.

Il sindaco Gianluca Lorenzi, che riceverà in carico la pista dopo le Olimpiadi – come Comune, s’intende –, ha perfezionato con il commissario sant’Andrea il dossier da presentare alla Fondazione Milano Cortina, con una serie di assicurazioni finanziarie che verranno formalizzate nei prossimi giorni. E qui scatta il giallo, o mezzo giallo. Trattandosi di un appalto per un’opera pubblica coperto da fondi statali, la pista dovrebbe essere costruita in ogni caso, anche se il Cio non dovesse dare parere favorevole. Ieri, invece, il presidente Luca Zaia, ha precisato: «Va realizzato solo nella condizione in cui sarà ad ospitare le Olimpiadi».

A Webuild maxi appalto per una stazione di sci in Arabia Saudita
Il lago che Webuild dovrà costruire tra le montagne dell'Arabia Saudita per la stazione sciistica di Trojena

La scommessa del tempo è quella che fa più paura. «Lavorerò per tenere aperti i cantieri h 24» ha assicura il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. «Tenere i cantieri aperti anche di notte – ha aggiunto il vice premier, parlando a Benevento – non è un problema solo al Sud, è di tutto il Paese. Pensiamo, ad esempio, alle Olimpiadi invernali che saranno fra Lombardia e Veneto. Anche lì ci sarà bisogno di lavorare su tre turni altrimenti i cantieri non vanno avanti. Occorre un confronto con le aziende e coi sindacati, e non sempre è facile. Ma io conto di risolverlo». Si vedrà.

Parte del cantiere sarà al coperto, il che permetterà di affrontare i rigori invernali. Finora il Comitato olimpico internazionale è rimasto fermo nell’idea di ricorrere a impianti esistenti – che in Italia non ci sono – e di evitare di lasciare cattedrali nel deserto, com’è stato per Cesana dopo i Giochi di Torino.

«La nostra posizione è inequivocabile», ha ripetuto, ancora ieri il direttore del settore Olimpiadi del Cio, Christophe Dubi, in Corea del Sud per l’avvio dei Giochi giovanili, fissando l’obiettivo del 31 gennaio per una decisione. «Fin dall’inizio abbiamo ritenuto che questa sede fosse estremamente complessa in termini di costi, in termini di eredità, in termini di tempistiche», ha detto Dubi sulle opzioni in Italia. «Abbiamo promosso l’utilizzo di una pista già esistente».

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi