Pieve di Cadore, condanna definitiva per maltrattamenti e violenza sessuale: va in carcere
L’uomo è un 52enne calabrese trapiantato in provincia e con figli piccoli. La moglie l’ha denunciato dopo 12 anni d’inferno

Condanna definitiva per un padre di famiglia e si aprono le porte del carcere di Baldenich. I carabinieri della Compagnia di Cortina hanno dato esecuzione a un ordine di custodia cautelare per un 52enne originario della provincia di Cosenza, che era stato condannato in primo grado a 7 anni per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della moglie. La Corte d’Appello non aveva riformato la sentenza e la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso.
Il processo per il Codice Rosso si è svolto a porte chiuse, su richiesta del pubblico ministero Simone Marcon, davanti al collegio formato dai giudici Coniglio, Feletto e Giua, in sostituzione di Zantedeschi. I contestati maltrattamenti sono andati avanti dal 2008 fino al 2020: 12 anni d’inferno. Non solo fisici, ma anche psicologici. Ci potevano essere delle parole offensive o che, comunque, denigravano la donna, ma anche degli spintoni o degli schiaffi, che la ferivano con la stessa violenza, ma con delle conseguenze diverse. E da parte dell’uomo non mancavano le richieste di rapporti sessuali non consenzienti, che proprio per questo sfociavano nella violenza. In questi frangenti, i due bambini non c’erano.
Ci sono stati diversi ricorsi alle cure dei medici per quelli che, solo da qualche anno, sarebbero stati trattati come Codice rosa e avrebbero mosso prima le forze di polizia e poi anche la magistratura. La donna, che ha confermato tutto, ha cercato anche di sottrarsi. È partita per un periodo di vacanza con i due bambini e non è più tornata. Per questo motivo, l’attuale imputato l’ha denunciata per sottrazione di minore.
Dopo il pronunciamento della Cassazione, i militari sono andati a prelevare il soggetto, portandolo nel carcere di Baldenich.
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