Picchiava la moglie anche davanti ai figli: domiciliari e bracciale

BELLUNO

Domiciliari e braccialetto elettronico. Non ancora il permesso di andare a lavorare, sempre ammesso che il suo principale stia per riaprire l’azienda. Ad ogni modo, il giudice per le indagini preliminari Scolozzi ha disposto la scarcerazione di M.N., il 42enne di nazionalità romena, che era stato arrestato dai carabinieri a metà gennaio per le ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni aggravate.

L’istanza presentata dal difensore di fiducia Monica Barzon è stata accolta e l’indagato ha potuto lasciare il carcere di Pordenone, dove era detenuto da quasi tre mesi. È a casa dalla madre e non può uscire, anche perché un’eventuale violazione sarebbe immediatamente scoperta dalle forze di polizia, visto l’obbligo d’indossare lo strumento di controllo. Non può comunicare con la moglie, mentre è nelle condizioni di poterlo fare con i figli. È il primo a sperare di poter tornare al lavoro, perché c’è il mutuo da pagare.

Nel frattempo, il tribunale ha ritenuto che l’indagato avesse scontato un numero sufficiente di giorni di carcerazione preventiva e che la casa materna fosse un luogo idoneo in cui scontare i domiciliari. Nella richiesta di scarcerazione, l’avvocato Barzon aveva puntato anche sull’emergenza Coronavirus, che non risparmia nemmeno le case circondariali.

Secondo la Procura, l’indagato avrebbe maltrattato la moglie, anche davanti ai minori, costringendola ad avere rapporti sessuali con lui. Tra i fatti accertati, risulta che il marito della 25enne connazionale, dal mese di ottobre 2019 e almeno fino a dicembre, l’avrebbe insultata e denigrata, usando ingiurie di tutti i generi.

Ma la violenza non si sarebbe fermata alle parole volgari e minacciose: si sarebbe tradotta anche in strattonamenti violenti, calci, pugni e schiaffi, per arrivare alle minacce di morte. E cosa ancora più grave gli episodi sarebbero avvenuti, come detto, anche in presenza dei figli. In un’occasione, M.N. avrebbe colpito la consorte anche con un ferro da stiro, procurandole lesioni da 10 giorni. —

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