Percorso rosa contro le violenze
BELLUNO. Il protocollo è stato firmato, ora occorre renderlo concreto e operativo. Nei giorni scorsi in Prefettura è stata siglata una intesa tra l’Ufficio del governo, la procura, le forze dell’ordine, i comuni di Feltre e Belluno, le Usl, la scuola e le associazioni Soroptimist, Belluno Donna e Dafne. Lo scopo è quello di creare una task force che possa intervenire a tutela delle donne e dei bambini vittime di violenze e in condizioni di disagio e di vulnerabilità, guidando e sostenendo queste persone nell’uscita da situazioni spesso infernali di vita.
A parlare di questo “Percorso rosa”, è Maria Cristina Zoleo, past president del Soroptimist bellunese che due anni fa ha avviato i contatti con tutti i soggetti istituzionali, per realizzare quello che da altre parti già si fa.
Troppi i casi che si presentano al pronto soccorso o alle forze dell’ordine o in procura. Troppi per lasciare l’intervento a personale non adeguatamente preparato o a soluzioni non sempre ottimali.
«Devo prima di tutto ringraziare il prefetto Francesco Esposito che ha coordinato una fase importante del progetto, quella del coordinamento tra gli enti coinvolti e della stesura del protocollo».
La mission del club (che a Belluno conta una trentina di donne che si autofinanza) è quella di “valorizzare la famiglia, il dialogo, la pace” e in particolare di creare opportunità e di migliorare la vita delle donne.
«Il progetto del Percorso rosa parte dal Soroptimist nazionale e da una socia, Vittoria Doretti, medico di Grosseto, che spero possa venire presto a Belluno a portare la sua esperienza e soprattutto a fare formazione. È questo obiettivo che ora ci dobbiamo porre per rendere concreto il protocollo: formare gli operatori che possono trovarsi a contatto con donne picchiate e maltrattate, con famigliedisagiate, donne che però non vogliono denunciare, non vogliono cercare di uscire dalla loro condizioni. E’ in questa fase che occorre una specifica preparazione, che noi ci siamo impegnati a dare proprio con la task force che è nata in prefettura con la firma del protocollo».
Oltre alla prefettura per il suo ruolo di coordinamento è importante il coinvolgimento della scuola e in particolare gli studenti. Ora quindi partiranno i corsi di formazione indispensabili per rendere il progetto operativo, e verrà costituito un gruppo di operatori che dovranno collaborare in maniera sinergica e rappresentare un punto di riferimento per le vittime di violenza.
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