Pecora di Lamon, uniti per il salvataggio

Vertice in municipio con Comune, Veneto agricoltura e allevatori. Necessario aumentare il numero dei capi certificati

LAMON. Allevatori uniti in difesa della pecora di Lamon. Entra nel vivo il piano di salvataggio della razza, che è ad alto rischio estinzione.

«È un progetto nato qualche anno fa con la regolamentazione del pascolo comunale sul monte Coppolo, prevedendo l'accesso solo alle femmine e i maschi dovevano essere rigorosamente di razza Lamon. Veneto agricoltura ha prestato i montoni per la stagione», spiega il sindaco Vania Malacarne, che ieri ha organizzato un incontro in municipio al quale sono intervenuti gli allevatori lamonesi, Valerio Bondesan di Veneto agricoltura, Luca Fontanive dell'istituto agrario (esperto della pecora di razza Lamon) e la veterinaria Daniela Conte, che ha parlato della carne di pecora affumicata come prodotto di eccellenza, delle caratteristiche del prodotto comprese le metodiche di lavorazione da definire per la sicurezza alimentare e della tutela dei produttori.

«Il progetto», prosegue il primo cittadino, «ha subito dei rallentamenti e intoppi in corso d'opera, perché il regolamento è stato impugnato e abbiamo trovato montoni non di razza Lamon. Questo comunque non ci ha fatto desistere dall'obiettivo che è di grande valore non solo per il recupero della razza, ma anche come risorsa economica per l'offerta di prodotti tipici. Abbiamo questa ricetta particolarissima della “carn de fea nfurmigaa”, la carne di pecora affumicata, che abbiamo scoperto essere iscritta nell'elenco dei prodotti tradizionali del ministero».

Adesso si tratta di iscrivere nel registro anagrafico gli agnelli nati dall'ultima stagione del pascolo in modo che non vada persa l'annualità 2013. Da qui l'invito del sindaco agli allevatori che sono andati sul Coppolo la scorsa estate a entrare nell'associazione degli allevatori di Belluno, «cosa che consentirà di poter procedere con le indagini e i controlli di verifica per la qualifica di pecora Lamon», spiega Vania Malacarne. «L'obiettivo è andare ad aumentare la popolazione dei capi certificati. È il primo step e il più urgente. Il secondo è costituire un'associazione per la tutela e la valorizzazione della razza. Intendiamo anche unire le forze con il consorzio di tutela del fagiolo Igp».

Ora il Comune invierà una lettera agli allevatori chiedendo la disponibilità all'iscrizione al registro anagrafico e alla nascente associazione Pecora Lamon.

Raffaele Scottini

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