Patto per Belluno: «Siamo disponibili»

I consiglieri comunali pronti a tornare in maggioranza ma a certe condizioni, come un riassetto della giunta
Di Martina Reolon

BELLUNO. «Allo stato attuale il movimento “senza coloranti”, per chi piace lo slogan, è e resta solo il Patto per Belluno, vera lista civica. E oggi il Patto, nonostante quanto rilevato in questi due anni di amministrazione Massaro, continua a ricercare e ad agire per il bene della città e dei suoi abitanti. Per questo dichiariamo la nostra disponibilità a superare lo stato di fatto. Ma solo a determinate condizioni».

A dichiararlo sono i componenti del movimento che una settimana e mezza fa, a 48 ore dal consiglio comunale sul bilancio preventivo, il sindaco Massaro aveva dichiarato di non considerare più parte della maggioranza. A distanza di qualche giorno, dopo il silenzio, il Patto ha convocato una conferenza stampa per chiarire la propria posizione.

«Parlare della nostra disponibilità a superare la situazione attuale non significa che andremo a bussare alla porta di Massaro», precisa il capogruppo Celeste Balcon, «ma semplicemente che vogliamo essere coerenti con la linea politica portata avanti al momento delle elezioni e continuare quindi a essere al servizio dei cittadini che ci hanno eletti».

Ma quali sono le condizioni per cui il Patto sarebbe disponibile a condividere l’azione politico- amministrativa della maggioranza? «Per primo, il raggiungimento di un comune accordo programmatico, con chiarezza d’intenti, priorità e tempistica», evidenzia il coordinatore del Patto Franco Iudica. «Secondo, un riassetto valido e duraturo della giunta, con il coinvolgimento diretto, partecipativo e decisionale del nostro movimento».

Della questione di un assessorato a qualcuno dei membri del Patto si parla ormai dall’inizio del mandato Massaro. «Il martedì prima del ballottaggio eravamo stati convocati dal sindaco», ricorda Balcon. «In quell’occasione ci erano stati dati i nomi di quelli che sarebbero diventati assessori. Massaro aveva annunciato che mi avrebbe dato una delega, che poi si sarebbe trasformata in assessorato alle frazioni. Già ad agosto aveva poi rinnegato tutto».

Ma i motivi che hanno spinto il Patto a non condividere alcune scelte dell’amministrazione Massaro non stanno in una questione di poltrone. «Non rivendichiamo di avere una poltrona nel senso “vecchio” e negativo del termine», sottolinea Iudica, «ma vorremmo che ci fosse la concertazione, che a Belluno manca del tutto. È comodo volere i voti del Patto, che hanno permesso a Massaro di vincere nel 2012, e poi lasciarci in un angolo. Massaro continua a dimenticare che il suo mandato lo deve al voto determinante del Patto, che si è messo in lizza alle elezioni per porsi al servizio della cittadinanza».

Ed è proprio la volontà di venire incontro all’elettorato a far andare avanti il Patto nella «testardaggine», come la definiscono i suoi stessi componenti, di ricompattare la maggioranza. «Solo se Massaro continuerà a rinnegare il Patto, rinnegando così anche gli elettori, allora lasceremo, per non essere complici di “malefatte”», aggiunge Iudica. «Ribadiamo che noi non abbiamo mai deciso di uscire dalla maggioranza. L’allontanamento è stata un’idea del sindaco, che tra l’altro abbiamo appreso non per via diretta, ma dalla stampa. Un altro esempio della mancanza di concertazione». Sull’uscita dall’aula nell’ultimo consiglio al momento del voto Balcon precisa: «Quando si vota qualcosa ci si rende responsabili. Tutte le volte che abbiamo chiesto dei documenti non abbiamo ottenuto risposta. Non ho ancora visto le fatture 2013. In queste condizioni come si può votare?».

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