Patto per Belluno: l’appoggio alla giunta sarà condizionato

Il Patto per Belluno resta in maggioranza, ma non garantirà più «appoggio incondizionato» a Massaro
Consiglio comunale di Belluno con i nuovi assessori. La giunta
Consiglio comunale di Belluno con i nuovi assessori. La giunta

BELLUNO. Il Patto per Belluno resta in maggioranza, ma non garantirà più «appoggio incondizionato» a Massaro. Ieri il coordinatore, Franco Iudica, ha consegnato al sindaco una comunicazione ufficiale, nella quale puntualizza fin dall'inizio che al Patto non è stato affidato «alcun incarico, né in giunta né fuori giunta».

Il gruppo (formato da tre consiglieri, anche se Orso Grigio è un indipendente) «si porrà, responsabilmente, in posizione propositiva e costruttiva, ma anche critica e vigilante. Sosterrà solo le scelte condivise e valuterà di volta in volta se sostenere o meno i provvedimenti». La decisione è «ufficiale ed è ineluttabilmente imposta dal persistente ruolo passivo nel quale il Patto si trova relegato da sempre, e non per propria scelta, all'interno della compagine politico-amministrativa della città, pur avendo contribuito in modo determinante alla sua elezione e pur costituendo parte integrante della coalizione di maggioranza». Il Patto la ritiene una situazione «insostenibile» e che non si è risolta «neppure a seguito dei recenti incontri» avuti con il sindaco, «in un'atmosfera che appariva di concreta apertura e di forti intenti collaborativi». I capigruppo di In Movimento e Insieme per Belluno, le altre due liste della maggioranza, non sono preoccupati: «In politica contano i numeri, ma se le proposte sono di buon senso non capisco perché non dovrebbero essere accolte», dice Lucia Olivotto (In Movimento). «Spetterà comunque ai cittadini valutare l'operato dei consiglieri che hanno eletto e delle scelte che fanno in consiglio».

Del resto, prosegue la Olivotto, «dal punto di vista politico l'appoggio incondizionato alla giunta Massaro non c'è stato fin dall'inizio, da parte del Patto. L'astensione sul bilancio, l'atto politico più importante di un'amministrazione, ce la ricordiamo tutti. Con questa comunicazione affermano solo in maniera più decisa un comportamento che di fatto si è già esplicitato nei mesi precedenti». Non è preoccupato nemmeno Emiliano Casagrande, capogruppo di In Movimento: «Non mi stupisce che abbiano messo nero su bianco quello che già fanno. Del resto è anche difficile capire cosa pensano gli esponenti del Patto, visto che durante le riunioni di maggioranza non parlano molto e anzi, nell'ultima, mentre si discuteva del rimpasto di giunta, se ne sono andati dopo dieci minuti».

Il Patto rivendica un ruolo più attivo, ma per Casagrande «più che di poltrone bisognerebbe parlare di politica: al Patto era stato offerto un incarico, quello di presiedere la commissione urbanistica. Lo hanno rifiutato. Lo stesso hanno fatto con la delega alle frazioni. La maggioranza sarebbe andata avanti meglio con il Patto, ma può farlo anche senza». (a.f.)

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