Passeggiate virtuali fra passato e presente con Marta Azzalini

Belluno

Nel 1690 in fondo a via Mezzaterra c’era una chiesa. E fra il municipio e la Prefettura si poteva incontrare una fontana. Elementi di un passato che Marta Azzalini, guida turistica della provincia di Belluno, sta raccontando sulla sua pagina facebook per accompagnare queste giornate di quarantena.

Sono molte le iniziative di questo genere nate negli ultimi tempi. Alcune guide turistiche, per esempio, stanno descrivendo paesi e comunità con fotografie e testi. Marta Azzalini ha fatto una cosa originale: ha preso il dipinto “Pianta prospettica di Belluno” di Domenico Falce, esposto al Fulcis, e l’ha scandagliato, analizzandone ogni particolare e da qui prendendo spunto per raccontare com’era la città oltre tre secoli fa.

«Ho deciso di mettere a frutto la mia professione di guida per portare le persone a fare un giro virtuale per la città», racconta. «Quel dipinto è uno dei miei preferiti, ed è molto interessante perché mostra com’era la città attorno al 1690. È pieno di dettagli che raccontano la storia della nostra città».

E i cambiamenti che ha subito. La chiesa di Santa Croce, per esempio, non esiste più. Venne distrutta in epoca napoleonica, ma la città conserva la memoria del manufatto nel nome della via che la ospitò (fra via Mezzaterra e via I novembre). La fontana gajarda, invece, è stata spostata: è quel pozzo, come lo chiamano i bellunesi, che si incontra uscendo dalle scale mobili in piazza Duomo. Un tempo si trovava fra il municipio e la Prefettura.

Marta pubblica un post sulla sua pagina (“Marta Azzalini guida turistica”) ogni due giorni. Durante il week end pasquale si è focalizzata sulla storia del castello di Belluno, suddivisa in due puntate.

«Il materiale che offre quel dipinto è moltissimo», continua. «E mi piace l’idea di raccontare com’era la nostra città e come è cambiata».

Una passeggiata virtuale, in tempi in cui quelle fisiche sono vietate. I post sono accompagnati da immagini e link di collegamento ad archivi, come quello della biblioteca dove si possono sfogliare le foto d’epoca che sono state digitalizzate. —

A.F.

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