Parto senza bisturi l’Usl 2 è virtuosa

FELTRE. Virtuosa anche nel contenimento dei parti cesarei, l'unità operativa di ostetricia e ginecologia diretta da Lucio Spolaor, raggiunge un altro importante obiettivo che depone per le buone pratiche cliniche e anche aziendali. Su poco meno di mille nati nel corso del 2012, i parti chirurgici sono stati il 17 per cento (a fronte di una media regionale vicina al 29 per cento che conferma quella nazionale), di cui la maggior parte elettivi cioè programmati in base a particolari indicazioni cliniche, e solo il sette per cento decisi durante il travaglio. Il merito è tutto dell'équipe che da anni spinge per ridurre la medicalizzazione dell'evento e assicura alla coppia il sostegno e l'assistenza necessari per affrontare il parto naturale, pur riconoscendo con tempestività ogni deviazione della fisiologia che renda necessario l'intervento chirurgico. Fra le azioni intraprese dall'équipe di ostetriche guidate dal primario Spolaor, ci sono il parto naturale di prova in donne che hanno già precedentemente partorito con il cesareo e che presentano condizioni tali da garantire un parto naturale in sicurezza. Addirittura, in caso di presentazione fetale podalica, viene proposto alla donna il rivolgimento del feto per manovre esterne. Infine, le induzioni del travaglio sono limitate a precise indicazioni cliniche, come ad esempio la gravidanza protratta rispetto alla scadenza del parto.
Il contenimento dei parti chirurgici è un processo avviato ormai da anni, al Santa Maria del Prato. Dai dati del 2011, su poco più di mille nati, i cesarei avevano superato di poco il 15 per cento. Fra il 2009 e il 2010, su un numero di parti attorno ai 1.100, la percentuale di intervento chirurgico si è attestata sul sedici per cento. È il parametro che fissa l'Oms e che va perseguito attraverso una serie di azioni, come appunto il rivolgimento del feto se si presenta di piedi o il parto naturale di prova fra donne che hanno già avuto figli con il cesareo, che mirano a migliorare l'appropriatezza clinica dell'indicazione al cesareo per la tutela della salute della donna e del bambino. Tutto questo non può prescindere da una compliance fra la partoriente e gli operatori sanitari.
Il direttore Spolaor afferma che «vi è ormai consenso unanime circa l'importanza del sostegno emotivo continuo durante il travaglio di parto per ridurre la medicalizzazione dell’evento e migliorare la soddisfazione della donna e della coppia rispetto all'esperienza del parto».(l.m.)
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