Palantina, si rompe tibia e perone per riprendere il cane

TAMBRE. Il cane gli costa uno stinco. Tibia e perone fratturati. Il quarantaseienne trevigiano di Paese, F.M. stava passeggiando con i suoi tre fedeli amici sul tracciato che da Casera Palantina...

TAMBRE. Il cane gli costa uno stinco. Tibia e perone fratturati. Il quarantaseienne trevigiano di Paese, F.M. stava passeggiando con i suoi tre fedeli amici sul tracciato che da Casera Palantina porta al Sasso della Madonna (versante veneto del monte Cavallo), quando uno è scappato, salendo sul pendio innevato della Palantina, circa duecento metri a monte dell’edificio. Nel tentativo di andare a riprenderlo, l’uomo è scivolato rovinosamente sul ghiaccio, rotolando per un tratto abbastanza lungo e fermandosi solo sugli alberi più a valle e riportando come minimo una storta a una caviglia. Un dolore molto forte e l’impossibilità di tornare sul sentiero. L’unica speranza era incrociare qualcuno o chiamare i soccorsi con il cellulare.

L’allarme è scattato alle 13 di martedì, anche perché la moglie, che lo aspettava a Pian delle Lastre non lo vedeva arrivare. C’è voluto l’intervento dell’eliambulanza di Pieve di Cadore, per recuperarlo, dopo che a individuarlo erano stati un volontario della stazione alpagota del Soccorso alpino, che stava passando da quelle parti con gli sci e due escursionisti friulani con le ciaspe ai piedi: due poliziotti di Pordenone, che erano in transito nella zona per ricordare l’ispettore Pierluigi Tonel. Quest’ultimo è morto tragicamente dodici anni fa: aveva 36 anni e viveva con la moglie e la figlia di cinque anni, nella città in riva al Noncello. Saranno proprio loro a riportare i tre cani a valle, per riconsegnarli alla proprietaria, dopo aver contribuito al salvataggio del trevigiani scivolato per almeno 150 metri lungo un canalone.

I medici, invece, si sono occupati delle condizioni dell’infortunato. Stabilizzato e sistemato su una barella, l’uomo è stato trasportato a spalla per un centinaio di metri, prima di essere imbarcato sull’elicottero giallo e accompagnato all’ospedale San Martino di Belluno, dove i medici di turno gli hanno diagnosticato la frattura di tibia e perone, trasferendolo nel reparto di ortopedia. F.M. sarà operato nelle prossime ore, nel frattempo può ringraziare i due poliziotti pordenonesi, che passavano proprio per ricordare un vecchio amico, oltre ai volontari del Soccorso alpino, che ancora una volta e in un giorno di festa per tutti gli altri hanno lavorato tantissimo sulle montagne, per risolvere anche casi piuttosto difficili. In questo e in un altro caso, a Livinallongo del Col di Lana sono rimasti coinvolti degli animali. In Agordino, una femmina di beagle. (g.s.)

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