«Ora serve un intervento legislativo forte»
BELLUNO. «La sentenza riveste particolare importanza e costituisce un importante precedente», commentano Wwf, Mw, Acqua bene comune, Peraltrestrade e Italia nostra, in una nota congiunta. «È auspicabile che d'ora in poi tutti gli organismi autorizzativi (Regione, Provincia, Autorità di Bacino e Arpav) provvedano ad adeguarsi e a guardare alla sostanza delle cose invece di arrampicarsi sulle questioni formali ad esclusivo vantaggio delle ditte proponenti».
È questo l'auspicio delle associazioni ambientaliste, che aggiungono: «È ammissibile che gli enti preposti al rilascio delle concessioni continuino a lavorare in questo modo e che debbano essere i cittadini, con la loro mobilitazione e le loro risorse economiche, a far rispettare le regole?».
È servito un ricorso per salvare il Grisol, uno dei luoghi più integri, suggestivi e selvaggi del Bellunese, porta del Parco Nazionale e collegamento fra il Parco stesso e la riserva naturale integrale della Val Toanella e Bosconero. «Il torrente è un tesoro di naturalità, che va tutelato ad ogni costo e difeso, purtroppo, proprio da quella stessa istituzione che invece avrebbe avuto il dovere di proteggerlo», ricordano le associazioni. Ci hanno pensato i cittadini, che si sono autotassati per presentare il ricorso e attendono, ora, il pronunciamento del Tribunale superiore delle acque pubbliche sui ricorsi presentati contro gli impianti autorizzati sul Piave a Sappada e sul Talagona, a Domegge.
«Siamo costretti a scegliere quali corsi d'acqua salvare perché i ricorsi sono molto costosi», spiega Augusto De Nato, vicepresidente del Wwf Veneto. «Adesso ci aspettiamo un intervento legislativo, perché il Tribunale superiore delle acque pubbliche con questa sentenza dice che qualcuno ha commesso degli errori nel rilasciare questa concessione. Non possiamo presentare ricorsi per tutti gli impianti autorizzati, serve un intervento politico».
Secondo De Nato questa sentenza è ancora più rivoluzionaria di quella della Cassazione per la centrale della Valsabbia in Valle del Mis: «Segna un cambio culturale. Ricordo che il Tsap ci aveva dato torto nel ricorso contro l'impianto in Val del Mis. E' vero che i giudici non sono gli stessi, ma credo sia cambiato qualcosa, che ci siano un'attenzione e una consapevolezza maggiori rispetto a questa problematica». (a.f.)
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