Onescu, la Dolomiti Bellunesi chiede rescissione del contratto e danni
Il calciatore è già stato sospeso dalla società dopo la condanna a sei anni per violenza sessuale

Caso Onescu: la Dolomiti Bellunesi chiede la rescissione del contratto e i danni al giocatore. Daniel Onescu è stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una ragazza di 20 anni, in concorso con gli ex compagni di squadra della Virtus Verona, Stefano Casarotto, Gianni Manfrin, Edoardo Merci e Guido Santiago Visentin ed è stato sospeso dalla società. Non gioca e non si allena più con la squadra. Sollecitata da alcuni sponsor, la dirigenza ha dato mandato di procedere al proprio avvocato di fiducia Davide Fent, che si è a sua volta affidato al collega Mattia Grassani, uno dei maggiori esperti di diritto sportivo a livello nazionale.
Il ricorso davanti alla Commissione accordi economici sarà depositato entro questa settimana, accompagnato da una richiesta risarcitoria, che non è ancora stata precisata. I tempi dovrebbero essere abbastanza rapidi: entro marzo, la sentenza di primo grado e, in caso di appello, entro aprile quella definitiva. E’ stata appellata la condanna penale emessa in rito abbreviato dal giudice per le udienze preliminari Paola Vacca e la sentenza potrebbe anche essere ribaltata, ma la Dolomiti Bellunesi ha deciso lo stesso di procedere per grave inadempimento da parte del giocatore.
Nella notte tra il 18 e il 19 gennaio 2020, Onescu e quattro compagni di squadra della Virtus avevano invitato questa ragazza a casa e qui la giovane donna sarebbe stata fatta ubriacare e poi costretta da subire rapporti sessuali di quattro di loro, mentre Onescu avrebbe ripreso gli atti con il telefonino, fabbricando di fatto la prova. La socistà scaligera li aveva sospesi e poi ceduti ad altre squadre. In sede processuale, gli imputati hanno risarcito la persona offesa, che ha ritirato sia la querela che la costituzione di parte civile. Ma il reato è procedibile d’ufficio, sicché il giudice li ha condannati a sei anni di reclusione ciascuno.
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








