Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi: Olimpiadi oscurate, salta la direttrice

A dicembre niente rinnovo per Valentina Colleselli. La rottura sarebbe dovuta alla scarsità di iniziative per lanciare a dovere i Giochi 2026

Francesco Dal Mas
Valentina Colleselli, direttrice della Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi da due anni
Valentina Colleselli, direttrice della Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi da due anni

Il grande freddo. A nemmeno due mesi dalle Olimpiadi la Dmo resterà dal 12 dicembre senza direzione. Valentina Colleselli, alla guida della Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi da due anni, conclude infatti il suo mandato il 10 dicembre. Le indiscrezioni sostengono l’ipotesi di un benservito.

Dall’interno del consiglio di amministrazione però si smentisce. E si dà una indicazione opposta: sarebbe stata la direttrice a non accettare la proroga proposta di solo un anno. Non si sa per quale motivo: se perché ne voleva, due di anni, o più probabilmente perché si sentiva prigioniera degli eccessivi condizionamenti che doveva portare a conciliazione.

Fatto sta che ha detto di no. E il cda ci sarebbe rimasto male. Non tanto o non solo per quello che ha considerato un affronto, quanto perché la preoccupazione del momento era quella di bypassare indenni Olimpiadi e Paralimpiadi, stringendo sui programmi promozionali.

Ma è anche vero che qualcuno pensa che ci sia stato il siluramento proprio perché, in merito ai Giochi, la Dmo in questi mesi avrebbe fatto molto poco. Troppo poco. Il cda, quindi, si vede costretto a indire un bando per una nuova figura direzionale. Che non si sa se arriverà prima dei Giochi. C’è chi auspica che la direttrice uscente possa partecipare, ma difficilmente lo farà.

Giovedì della prossima settimana si terrà l’attesa assemblea dei soci – che sono 49 e rappresentano tutte le realtà economiche e sociali della provincia – e in quella sede potrebbero emergere le riserve che da più parti si sono palesate nei confronti della governance Dmo.

Nessuno oggi parla, considerata la delicatezza del momento. Non lo si fa da parte dei componenti del consiglio di amministrazione anche perché c’è incertezza sull’immediato futuro: non si sa ancora se la scadenza dell’organismo sarà il prossimo anno, a conclusione del triennio, oppure nel 2027, quando maturerà il terzo bilancio.

È stata affidata agli esperti l’interpretazione sul punto dello Statuto. Statuto, però, che è anch’esso in aggiornamento. Emanuela Maria De Zanna è la presidente, La vice è Gabriella Faoro. I consiglieri sono Gabriella Zambelli, Lionello Gorza, Sergio Pra, Michele basso Angelo Ennio De Simoi.

Il no di Colleselli ha colto di sorpresa quanti speravano in una transizione tranquilla fino al post-Olimpiadi, anche se l’interessata avrebbe garantito la sua collaborazione, seppur dall’esterno.

In queste settimane l’intero territorio bellunese è coinvolto in una serie di appuntamenti, eventi culturali, incontri con atleti e sportivi, per condividere, anche fuori da Cortina, lo spirito olimpico di una provincia, l’unica al mondo, a ospitare per ben due edizioni le Olimpiadi invernali. Tra le iniziative più attese, anche una parte espositiva in Fiera a Longarone con mostre legate agli sport invernali. E poi la partecipazione a Casa Veneto e un progetto sul web legato alla promozione del territorio.

Non mancheranno opportunità di sensibilizzazione nelle scuole- Solo a fine ottobre i soggetti istituzionali avevano condiviso un percorso per l’utilizzo delle risorse destinate agli eventi paralleli alle Olimpiadi, affidando il ruolo di soggetto attuatore proprio alla Dmo. La Regione Veneto ha infatti cofinanziato il Fondo Grandi Eventi con 2,8 milioni. In campo anche la Camera di Commercio. Ma le risorse arrivano col contagocce.

Dal consiglio di amministrazione Dmo si assicura che l’impegno continuerà. Ma si fa anche notare che la Dmo è come una startup, che crescendo ha bisogno di «portar via qualcosa a qualcun altro». E questo, si fa notare, è un processo molto difficile, pesante, per cui anche le persone, con la più buona volontà, possono stressarsi.

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi