Nonno vigile lascia «Tanti maleducati»

BELLUNO. Il codice della strada? Semmai raccontami di quello penale. Il nonno vigile Renato Dal Mas ha consegnato la sua lettera di dimissioni, dopo aver dovuto sentire con le proprie orecchie un’altra lezione di galateo stradale da parte di un avvocato, che aveva parcheggiato sul marciapiede di via Giovanni Paolo I, all’altezza della scuola elementare “Dal Mas”. Quel curioso parallelepipedo di colore verde, per capirsi. Un divieto di sosta, che è solo l’ultimo episodio di una serie di mancanze di rispetto, che hanno fatto perdere la pazienza anche a un tipo tranquillo e amatissimo dai bambini, come lui. Il responsabile della vigilanza urbana volontaria Mario Favero non le accetterà di sicuro e anche il comandante della Polizia locale, Gustavo Dalla Ca’ conta di convincerlo a ripensarci, ma intanto la misura era strapiena e un segnale, tanto garbato quanto chiaro, ci voleva per forza.
È passato qualche giorno da quella disavventura, alla quale ha assistito anche una maestra, ma Dal Mas è ancora troppo avvilito, per tornare su una decisione, che amareggia lui per primo: «È successo l’altro giorno, con questo legale bellunese, che aveva una gran fretta, perché doveva recarsi in tribunale e ha pensato male di parcheggiare l’auto sul marciapiede. Ho fatto semplicemente il mio lavoro, facendogli notare che sarebbe stato opportuno spostarla in una zona consentita e mi sono sentito rispondere male. Il tono era quello classico del “lei non sa chi sono io” e francamente alla mia età non è qualcosa che posso sopportare. A maggior ragione se ho ragione e mi comporto in maniera civile».
La discussione è durata per alcuni minuti, anche per l’intervento giudicato inopportuno di una delle insegnanti di ruolo alla scuola del quartiere di Cavarzano e, alla fine, Dal Mas ha detto basta. Non ne può più, se non cambia l’atteggiamento di qualche concittadino, che si ferma solo davanti al blocchetto dei verbali e al bollettino postale con la cifra in euro da versare: «Questa persona ha cercato di darmi una lezione di codice della strada, cioè lo strumento che cerchiamo di applicare ogni santo giorno, sia in giro per la città che alle manifestazioni sportive e ricreative, nei confronti non solo degli automobilisti indisciplinati , ma anche dei bimbi, nei confronti dei quali cerchiamo di fare educazione stradale. Indossiamo una divisa e questo ci invita ancora di più a portare rispetto nei confronti di tutti i nostri concittadini. Purtroppo questo nostro atteggiamento non è ricambiato. Non ci ripenso».
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