«Non ho mai fatto segni della croce davanti alle bimbe»
LIMANA. Nessun segno della croce davanti alle bambine dei vicini. Semmai erano le piccole a portargli rancore, su invito dei genitori: dunque nessuna minaccia di morte da parte sua. Lo ha detto Nevio De Bona, che deve rispondere in tribunale di stalking e violazione di domicilio, a Limana. Ha anche aggiunto che nessuno può accusarlo nemmeno del furto di galline di razza ovaiola rossa, perché erano chiuse in un recinto, mentre le sue sono libere di scorazzare per la campagna. La famiglia vicina di casa aveva installato un sistema di videosorveglianza e sostiene di averlo ripreso in atteggiamenti sospetti, che però De Bona respinge. Semmai, dice, è lui ad aver subito dei dispetti, come quando si era trovato dei sassi del Piave nella proprietà. Pietre che erano state usate per dei lavori edili e potevano guastargli la fresa.
Ha detto anche di non aver cercato d’investire la madre di famiglia in bicicletta: piuttosto era stata lei a pararglisi davanti. Gli vengono addebitati anche dei poco eleganti rutti, che però possono essergli scappati solo «per via della gastrite». L’uomo è difeso dall’avvocato Triolo, mentre la famiglia è parte civile con Simona Ianese. Il processo riprenderà il 24 febbraio con i testimoni della difesa. (g.s.)
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








