«Non è possibile fare paragoni con i Giochi di Torino»

Ghedina contesta al programma una scarsa obiettività «Già studiata la sostenibilità per gli otto anni che seguiranno l’evento»

CORTINA. «Report è un tipo di trasmissione d’indagine orientata contro i grandi eventi, poco obiettiva. Il confronto tra le Olimpiadi di Torino e quelle di Milano Cortina non è possibile ad oggi».

È questa la reazione del sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina alla trasmissione Report andata in onda lunedì sera sul tema della Olimpiadi invernali 2026.

«Non si può fare un confronto tra le due Olimpiadi: Milano Cortina si deve attenere all’Agenda 2020 sulla sostenibilità dell’evento, come richiesto dal Cio, ed usufruire il più possibile delle strutture esistenti. Cosa che a Torina non è stato fatto, anzi, se ne sono costruite di nuove che poi sono state abbandonate», spiega Ghedina.

«La trasmissione ha evidenziato il lato negativo della medaglia. Così come i Mondiali di sci rappresentano un volano positivo, lo sono anche le Olimpiadi. Il modo in cui sono state strutturate, cioè dislocate laddove ci sono già gli impianti relativi alle varie discipline sportive, per noi rappresenta un’opportunità. Ovviamente dovremmo avere la massima attenzione per gestire gli eventi contro i pericoli che possono emergere da un grande evento come i Giochi. La scelta di realizzare la pista di bob a Cesana è stata sbagliata: l’impianto è esposto a sud, ed è stato fatto in una località dove non c’è alcuna tradizione del bob, a differenza di Cortina».

E per la gestione futura della pista, come si potrà evitare di sostenere troppi costi?

«Nel dossier abbiamo inserito la convenzione tra Coni, provincia di Bolzano e Comune di Cortina che assieme garantiranno la sostenibilità della pista fino ad otto anni dopo l’evento olimpico. Noi abbiamo tenuto in considerazione tutte le variabili, al di là di ciò che hanno detto Carraro e il sindaco di Cesana a Report».

Come si possono considerare i Mondiali di sci un volano di sviluppo se la maggior parte delle opere, piste a parte, sono a zero, mentre avrebbero dovuto essere pronte per il 31 dicembre 2019?

«Sui lavori per i Mondiali ho sempre detto che come opere sportive siamo giusti in tabella. Per le opere relative alla viabilità ci sono evidenti ritardi. Tuttavia, attraverso i grandi eventi si riescono ad avere infrastrutture che altrimenti non riusciremmo mai a realizzare. In ogni caso, anche se in ritardo, avremo dei grandi risultati sulla viabilità: le risorse sono sempre a bilancio; le Via (Valutazione d’impatto ambientale) di Cortina e Valle di Cadore sono in dirittura di arrivo. Siamo in ritardo, ma le varianti promesse arriveranno per il 2026, e ad esse verranno aggiunti altri due stralci per togliere definitivamente il traffico da Cortina: quello da Crignes a La Vera, e una galleria per evitare l’abitato di Zuel». —

M.M.

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