L’allarme dello Sci club Limana. «Senza il Nevegal sparirà una generazione di sciatori»

Appello del presidente Zanon. Lunedì alle 19 assemblea pubblica per sensibilizzare sul problema riapertura impianti

Attilio De Col
Fiorindo Zanon con il talento dello Sci club Limana Michelle Dal Farra
Fiorindo Zanon con il talento dello Sci club Limana Michelle Dal Farra

«Sono rimasto uno degli ultimi a credere nel Nevegal, ma se gli impianti non dovessero aprire c’è il rischio che sparisca un’intera generazione di baby sciatori della Valbelluna».

Parole in calce di Fiorindo Zanon, storico presidente dello Sci club Limana, che in questi anni ha fatto crescere molti talenti, restando alla pari con i club della parte alta della provincia, molto più facilitati come impiantistica, vista la vicinanza alle piste di Cortina o dell’Agordino.

«Quest’anno la situazione la vedo più buia degli anni scorsi, almeno per la parte sportiva. L’avviamento dei giovanissimi allo sci sarebbe molto difficile se il Nevegal restasse chiuso. Dai sette ai dieci anni è dura spostare i ragazzi ad un’ora e passa da Belluno, senza parlare dei costi dei pulmini, ora un pieno costa anche 70 euro in più. Senza parlare della responsabilità. Se i miei ragazzi sciano qui vicino io come presidente mi sento molto più tranquillo per la loro sicurezza».

Quali le strade da percorrere?

«Lunedì alle 19 nella sala dei maestri di sci di Borgo Pra a Belluno ci sarà un incontro pubblico per sensibilizzare l’opinione pubblica. Saranno invitati ovviamente i rappresentanti del Comune, i gestori degli impianti e la Scuola sci. L’incontro nasce dalla volontà di confrontarsi su un tema fondamentale per il futuro del Nevegal: la sopravvivenza e la sostenibilità della stagione invernale, con particolare attenzione agli aspetti sportivi e sociali. Sarà un’occasione importante per condividere idee, riflessioni e possibili prospettive, nella consapevolezza che solo attraverso il dialogo e la collaborazione tra tutte le realtà coinvolte sarà possibile individuare soluzioni concrete per il futuro del Nevegal».

A voi cosa serve?

«Il minimo sindacale è avere aperti Coca Bassa e Campo scuola. Ma bisogna aprire prima di Natale, in modo da far partire i corsi. I più piccoli devono imparare a sciare lì. Per quanto riguarda invece le categorie Ragazzi e Allievi, sono anni che andiamo ad allenarci da altre parti, da Falcade, a Dobbiaco, a Cortina, a Monte Croce Comelico».

Lo Sci club Ponte nelle Alpi da alcuni anni si appoggia alle piste zoldane…

«Noi abbiamo sempre creduto nel Nevegal e abbiamo ancora una piccola speranza. Anche quest’anno lo Sci club Limana ha cinque date in calendario sulla Coca, compresa la finale regionale del Pinocchio. Il Ponte è più comodo in Zoldo, mentre noi come piano B preferiamo appoggiarci a Falcade».

Lo sci club Limana è da sempre un punto di riferimento per la Valbelluna…

«La nostra zona ha bisogno del Nevegal e se non prendi i ragazzi a sei o sette anni poi li perdi per sempre. Faranno altri sport. Parlando di Superbaby, Baby e Cuccioli (quindi dai sei agli undici anni, ndr) siamo passati ad avere meno di quindici bambini, mentre qualche anno fa, con il Nevegal a regime, erano sempre più di trenta».

Ha avuto dei contatti con chi gestisce gli impianti?

«Io insisto sempre, ma se come l’anno scorso l’eventuale apertura sarà il 20 gennaio, la stagione per gli sci club è praticamente persa. I genitori possono anche fare dei sacrifici durante le vacanze natalizie se hanno le ferie, ma finite le vacanze come facciamo a portare i bambini a più di un’ora di strada da Belluno?».

Una delle cose che lei dice sempre è che lo sci è anche una scuola di vita…

«Fare troppe ore di viaggio per allenarsi influisce molto anche sullo studio purtroppo. Un conto è metterci 20 minuti per arrivare in Nevegal, un conto sono le tre ore per andare da altre parti. Ragazzi e Allievi (dai 12 ai 15 anni, ndr) sono bravissimi. Si alzano presto la mattina, con temperature rigide e sacrificando le uscite con gli amici del sabato sera. Chi fa sci agonistico arriva forgiato a 18 anni, arriva preparato anche per il suo futuro».

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