Mw: «Sì al park, ma lontano dal lago»

Gli ambientalisti: «Giusto togliere le auto dal paese, ma anche noi siamo contrari alla struttura interrata dietro gli alberghi»
Di Francesco Dal Mas

AURONZO. «È assolutamente vero che noi ambientalisti non vogliamo le auto parcheggiate a bordo del lago di Misurina o all'assalto delle Tre Cime. Non risponde al vero, invece, che siamo d'accordo con il Comune per la realizzazione del parcheggio interrato da 300 posti alle spalle degli alberghi». La precisazione arriva da Mountain Wilderness, una delle associazioni più combattive sul fronte della tutela della montagna. Quelli di MW pensano, piuttosto, a un parcheggio «lontano dal lago, magari di dimensioni tali da accogliere anche le auto in salita verso le Tre Cime, che potrebbero essere raggiunte grazie a un impianto a cremagliera, con il pedaggio da introitare da parte del Comune».

«Ancora il 7 ottobre Mountain Wilderness ha incontrato, con i suoi dirigenti, la sindaca Daniela Larese Filon», informa Giancarlo Gazzola, vicepresidente dell'organizzazione ambientalista, «che ha risposto positivamente a una nostra specifica richiesta. Nel merito della strada che conduce al rifugio Auronzo abbiamo accolto le difficoltà dell’amministrazione e si è concordato, in tempi brevi, di sollecitare la Regione e il Governo per l'avvio di un concorso di idee finalizzato alla chiusura della strada e al raggiungimento del rifugio attraverso altri mezzi di mobilità», aggiungono il consigliere nazionale Luigi Casanova e Renata Tavernar, socia di Mw. È quanto impone, fra l'altro, la prospettiva del Treno delle Dolomiti che, se dovesse transitare per la val d'Ansiei, farebbe tappa presso l'eventuale stazione di Val Marzon: «Insieme a quella di Cortina, sarebbe probabilmente la fermata più frequentata dai viaggiatori in arrivo dal Centro Europa e specificatamente dalla stazione di Fortezza, come pure dai turisti in salita da Venezia. E siccome fra 15, al massimo 20 anni, il collegamento sarà una realtà, il concorso d'idee per raggiungere le Tre Cime», dicono gli ambientalisti, «deve scattare il più rapidamente possibile».

«Abbiamo sollecitato con forza l'urgenza che il tema venga finalmente affrontato con serietà, con convinzione, trovando nella sindaca grande attenzione» puntualizza Gazzola.

Nel corso dell'incontro si è parlato del parcheggio interrato previsto sul lago di Misurina dal probabile costo di circa 5 milioni di euro. Il parcheggio sarà interrato per un piano e disporrà di 300 posti. «Abbiamo sollevato dubbi specialmente per il fatto che non ci veniva data risposta riguardo la localizzazione dello smaltimento dei materiali di scavo. Abbiamo chiesto alla sindaca di poter visionare in dettaglio il progetto non appena sarà approvato in consiglio».

Al Comitato popolare di Misurina che sta contrastando il progetto questa disponibilità è apparsa come una bestemmia. Precisa Gazzola: «L'unica verità è che non abbiamo espresso alcuna forma di sostegno. Siamo comunque convinti che un problema a Misurina esista: un paesaggio tanto suggestivo non può essere umiliato da una soffocante cintura di auto parcheggiate ovunque. Abbiamo anche chiesto per la stagione estiva un potenziamento del trasporto pubblico».

Mw rileva, in una nota, che per la prima volta, dopo un trentennio di conflitti, l'amministrazione comunale ha accettato con serenità il confronto con Mountain Wilderness. «Riteniamo questo passaggio significativo e confortante. Un passaggio che andrà continuamente sollecitato al fine di investire in qualità nella rinascita delle Dolomiti. E possibilmente di concordare passaggi condivisi che limitino il più possibile il consumo di paesaggio e suoli».

Tanti e molto delicati sono i problemi che si pongono. Gli ambientalisti condividono le perplessità dei residenti sulla spesa di 5 milioni per togliere dagli occhi 300 auto per i due mesi d'estate, ma rileva che addirittura più grave è, sul piano dell'impatto, il parcheggio a cielo aperto alle spalle del lago di Misurina. «Il sindaco Larese Filon ci ha detto che l'amministrazione si rende ben conto che bisogna trovare una soluzione alternativa all'accesso stradale, ma l'introito è irrinunciabile per la sopravvivenza di Auronzo», riferisce ancora Gazzola, «pertanto, bisognerà continuare a fare i conti con questa realtà. Il sindaco conviene, però, che in vista del treno delle Dolomiti bisognerà cercare la soluzione più opportuna».

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