Ricaricano l’auto elettrica al supermercato e vengono multati: ecco perché

Una famiglia trevigiana si era fermata all’Eurospar di viale Europa dove ci sono le colonnine ma ha sforato il tempo massimo per la sosta. Sanzione contestata e annullata: «Il regolamento non dice nulla in merito»

Alessia Forzin
Multa per l’auto elettrica: 30 euro dopo la ricarica al supermercato
Multa per l’auto elettrica: 30 euro dopo la ricarica al supermercato

Cinquanta euro di ricarica dell’auto elettrica e 30 di multa, per aver sforato i tempi consentiti per la sosta nel parcheggio del supermercato. Sanzione poi contestata e annullata, ma rasenta l’inverosimile quanto capitato ad una famiglia trevigiana, che nel periodo di ferragosto si trovava in provincia e si è fermato a ricaricare l’auto elettrica nel parcheggio del supermercato Eurospar di viale Europa.

Uno di quelli che ha deciso di limitare la sosta a 90 minuti, per evitare che gli stalli venissero occupati da persone che non erano lì per fare la spesa, ma per andare al lavoro o a fare le loro commissioni. Lo stesso problema che aveva l’ospedale.

Una misura che però sta facendo discutere da mesi, in città, perché molti cittadini non ritengono legittima la sanzione, anche considerando che molti parcheggi dei supermercati sono a servizio anche di uffici che svolgono servizi pubblici.

È esattamente quello che ha pensato la famiglia trevigiana quando, una manciata di giorni fa, si è vista recapitare a casa una comunicazione. “Gentile cliente”, perché la cordialità certo non manca, “la informiamo che...”. E via con i dati identificativi dell’auto, l’orario di entrata e di uscita dal parcheggio. La macchina è rimasta parcheggiata poco più di due ore. I cartelli posizionati in tutto il parcheggio indicano che la sosta massima consentita è di 90 minuti, quindi ecco la sanzione: 30 euro. In calce sono riportate tutte le modalità di pagamento e i tempi per effettuarlo: 50 giorni.

Ma in nessuno di quei cartelli è precisato che la violazione vale anche per chi posteggia per ricaricare l’auto. Che è un servizio presente nell’area di sosta, ma gestito da un’altra società. «Ho controllato, ho letto tutto il regolamento esposto», racconta l’uomo.

«Ho un’auto elettrica, ho controllato dove poterla ricaricare e quello era il posto più vicino. Da nessuna parte del regolamento è scritto che anche chi ricarica l’auto può sostare al massimo 90 minuti. Se ci vogliono due ore è colpa mia?».

Le colonnine installate nel parcheggio sono gestite da Neogy (società di mobilità elettrica del gruppo Alperia / Dolomiti Energia). «Lo sa, questa società, che i suoi potenziali clienti possono parcheggiare al massimo 90 minuti o prendono la multa?», si chiedono i turisti sanzionati.

Che fortunatamente avevano conservato la ricevuta della ricarica elettrica e hanno immediatamente contestato la sanzione. Nel giro di un paio di giorni è stata annullata. Provvedimento preso “in via del tutto eccezionale e non ripetibile”. «Sia mai che uno pensi di tornare a ricaricare la macchina in quel posto...», conclude l’uomo.

La vicenda riaccende il dibattito su un tema che da mesi fa discutere (e spesso arrabbiare) i bellunesi. Ma in questo caso va a colpire anche il turismo, perché la famiglia era in vacanza nella nostra provincia.

 

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