Morto nel torrente cause ancora da chiarire

Si attende il nulla osta della procura per i funerali di Celeste De Demo Il sindaco di Tambre: «Benvoluto da tutti per la sua simpatia e cortesia»
Di Gigi Sosso

TAMBRE. La data dei funerali non c’è ancora. Solo in mattinata sarà stabilito l’ultimo saluto a Celeste De Demo, il 69enne di Tambre trovato morto lunedì sera, nel ruscello vicino alla sua abitazione di Borsoi. Fino a ieri sera, il parroco don Ezio non aveva ricevuto comunicazioni e non era in grado di azzardare un giorno della settimana per le esequie. La procura della Repubblica ha disposto l’ispezione cadaverica sul corpo dell’uomo e solo una volta stabilite con ragionevole certezza le cause del decesso darà il via libera: le ipotesi vanno dal malore alla fatale caduta. De Demo era uscito dalla propria abitazione nel pomeriggio, per sistemare il terreno di sua proprietà nella zona di Lavina. Un lavoro di potatura di alcune piante e di pulizia del fondo, che aveva iniziato al mattino. La sua prolungata assenza ha preoccupato i familiari e, quando si è fatto buio, il figlio è andato a chiamarlo, ma non l’ha trovato fino a quando non è andato a cercarlo vicino al ruscello, che scorre lungo il terreno. Il corpo di Celeste era nell’acqua, senza vita. Non è stato possibile recuperarlo senza l’aiuto di un amico, che è arrivato sul posto da un’abitazione vicina. Una volta deposto sul prato, si è capito che per Celeste De Demo non c’era più nulla da fare. Il medico sopraggiunto in un secondo momento, con i vigili del fuoco e i carabinieri non ha potuto che constatare il decesso.

La salma non è stata consegnata alla famiglia ed è rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha disposto l’ispezione cadaverica. In paese, tutti conoscevano De Demo: «Aveva lavorato per tanti anni come escavatorista nella cava di Pianon, che veniva data in concessione dal Comune», spiega il sindaco di Tambre, Oscar Facchin, «e si era fatto ben volere da tutti i paesani non solo grazie alla sua operosità, ma anche per simpatia e cortesia. Non siamo in molti quassù e si può dire che ci conosciamo tutti, ma come in tutti i paesi ci sono persone che è davvero difficile dimenticare. Aspettiamo che venga fissata la data dei funerali, per andare a dargli l’ultimo saluto».

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