Moria di pesci, sale la protesta tra la gente

Giovanni Maria Susin: «Enti locali troppo inerti». Armando Molinaro: «Danni al turismo da aprile»

PIEVE DI CADORE. «Se il lago del Centro Cadore è in queste condizioni senz’altro molte colpe le ha l’Enel, che ha la concessione delle acque, ma ne hanno molte anche gli enti locali che si sono mossi poco e solo quando c’erano le emergenze». A pensarla così è Giovanni Maria Susin, ingegnere idraulico, uno dei molti cittadini che vogliono dire la loro sulla moria di pesci e sulla difficile situazine del lago. «Alcuni mesi fa», aggiunge Susin, «il sindaco Ciotti, anche per conto degli altri sindaci interessati, ha chiesto all’Enel i prospetti batimetrici dei fondali ed altri documenti per poter studiare un piano d’interventi. Purtroppo l’Enel ha risposto inviando al sindaco una rivista gialla con dei dati generici, che a noi non sono serviti a nulla. Rifatta la richiesta, sono passati dei mesi e non è ancora arrivata nessuna risposta. Questo lago ha bisogno di essere conosciuto e studiato a fondo. Perché, mentre che per altri laghi meno importanti ci sono delle pubblicazioni, per questo non c’è nulla. Evidentemente nessuno – nè la Regione né l’Enel, né tantomeno chi vive attorno – si è dato da fare per colmare questa carenza. Interessarsi solo al fatto che il lago sia pieno per i mesi di luglio e agosto, è altamente riduttivo, perché il bacino deve vivere tutto l’anno. Qualche mese fa c’è stato un incontro all’Acom, al quale hanno partecipato molte autorità ed imprenditori. Da quell’incontro è uscita una lettera che è stata inviata all’Enel, che ha prontamente risposto. Purtroppo da parte del territorio non c’è stata continuità».

Oltre all’aspetto ambientale, la vicenda del lago vuoto avrà anche un riflesso su chi ci lavora, come Armando Molinaro, proprietario di un noleggio di barche nella zona di Lagole. «Non è la prima volta che succede un fatto come quello lamentato dai respoinsabili del Bacino di pesca», afferma Molinaro. «Le pozze ci sono sempre state e l’Enel, quando si sono verificate questa secche, ha sempre provveduto a sanare la situazione, anche seminando di sua iniziativa una certa quantità di pesce. Per quanto riguarda di danni al turismo, in questo momento non si può parlarne perché i pescatori che si trovano sul Piave in queste prime settimane di apertura sono quasi prevalentemente locali. Il danno vero si avrà da aprile in poi, se il lago non sarà risanato».

«Sotto il profilo turistico», afferma Carmen Stabile, che gestisce un B&B molto legato ai pescatori, «quest’anno l’apertura della stagione di pesca è partita a rilento, ma forse il fatto è solo legato all’andamento stagionale. Gli anni scorsi l’apertura della pesca avveniva in pompa magna, quest’anno invece sono stati pochi. Spero però che il lago si riempia presto perché stanno iniziando ad arrivare alcune prenotazioni. Il danno del lago vuoto in questo momento è un colpo all’immagine del Cadore». (v.d.)

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