Morì nella lite con un vicino di casa: la Procura chiede l’archiviazione
La lite avvenne a Ponte nelle Alpi. Il procuratore De Bortoli aveva aperto un fascicolo per il reato di omicidio preterintenzionale. La famiglia di Fabrizio Poncato dovrebbe opporsi e nei prossimi giorni sarà fissata un'udienza

Morì durante un litigio con il vicino. Per la decesso di Fabrizio Poncato, nel giugno scorso a Soccher, il procuratore Massimo De Bortoli ha chiesto l'archiviazione del fascicolo aperto per l'ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale a carico di Daniele Burigo.
La famiglia del 54enne pontalpino presenterà quasi sicuramente opposizione e allora toccherà al giudice per le indagini preliminari decidere se disporre nuovi accertamenti oppure archiviare una volta per tutte. Meno probabile la possibilità dell'imputazione coatta, cioè l'ordine al pubblico ministero di scrivere il capo d'imputazione.
Battaglia di consulenze
Al riparo del segreto istruttore c'è stata senz'altro una battaglia di consulenze tecniche.
Da una parte quella commissionata dalla Procura al medico legale Antonello Cirnelli, secondo la quale non sarebbe stato il trauma cranico sul muro in pietre di via Garibaldi a causare il decesso del 54enne di Ponte nelle Alpi, ma una crisi cardiaca, dovuta a un problema preesistente e scatenata dai colpi ricevuti da Burigo. Un infarto, insomma.
Dall'altra quella della difesa, che evidentemente è arrivata a conclusioni diverse e favorevoli a un indagato che non è mai stato sottoposto ad alcuna misura cautelare. Niente arresto, niente fermo o un altro provvedimento. È sempre rimasto a piede libero, senza l'obbligo di osservare alcuna prescrizione.
Il vicino lo ha soccorso
Per altro risulta che sia stato proprio lui a soccorrere Poncato, insieme a un'altra persona, ea tentare di rianimarlo con il massaggio, prima che arrivassero l'ambulanza del Suem 118 e il medico legale per la constatazione della morte.
Non c'è stato più nulla da fare per l'uomo, che ha perso la vita, davanti agli occhi della madre Giuliana, nel frattempo uscita nella veranda della villa di famiglia, richiamata dalle urla dei due contendenti. Era in corso una violenta baruffa, dovuta a storici problemi di vicinato.
In particolare, proprio quel muretto sul quale la vittima è caduta, che chiudendo il giardino della palazzina a due piani di proprietà di Burigo e sede della sua azienda.
Ci sarà senz'altro un'udienza nel corso dei prossimi giorni nella quale si capirà se dovrà esserci un supplemento d'indagini oppure se il caso può essere chiuso con l'archiviazione definitiva, come richiesto dal pubblico ministero. —
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