Mobilità per l’Alto Bellunese
BELLUNO. Una proposta di mobilità efficiente, che rispetti territorio e paesaggio, che offra risposte alla necessità di abbattere le emissioni di gas serra e che abbia prospettive di lunga durata. E che mantenga vivibile e appetibile ai giovani l’alta montagna bellunese, il Cadore, il Comelico, l’Agordino.
Della necessità che, in territorio bellunese, si proceda a elaborare un progetto autonomo di mobilità - soprattutto dopo la recente e decisiva sconfitta della proposta di un collegamento autostradale da Venezia a Monaco con il completamento dell'autostrada A27, decretata con voto del Parlamento Europeo il 26 ottobre scorso - si parlerà sabato, alle 16, nella sala Muccin del Centro Giovanni XXIII di Belluno. Cipra (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi), Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”, Italia Nostra sezione di Belluno, Presidio “Rizzo” Cadore di Libera, Mountain Wilderness Italia, Peraltrestrade comitato Carnia-Cadore, Wwf del Veneto hanno infatti organizzato l’incontro-dibattito dal titolo «Alto Bellunese, quale mobilità per il futuro?». Il confronto sarà coordinato da Paolo Possamai, giornalista e scrittore, direttore del Corriere delle Alpi e delle altre testate venete del Gruppo editoriale Finegil, e introdotto da Piermario Fop di Libera Cadore.
Relatori Vanda Bonardo di Cipra Italia, Maria Rosa Vittadini dello Iuav di Venezia e l’ingegnere civile Helmuth Moroder, già progettista della ferrovia della Val Venosta. Interverranno Michele Boato dell’Ecositituto Veneto, Luigi Casanova di Mountain Wilderness, il sociologo Diego Cason, Filiberto Dal Molin del Comitato per l’anello ferroviario delle Dolomiti, Peter Hasslacher di Cipra Austria. Le associazioni promotrici dell’incontro sostengono la ferrovia come mezzo rapido di trasporto delle persone, un mezzo efficace capace di offrire un servizio destinato sia ai residenti che agli ospiti, poco invasivo del territorio e del paesaggio, poco inquinante. I paesi del nord delle Alpi e lo stesso Alto Adige–Sudtirol hanno sposato, ormai da tempo, questa scelta e ovunque stanno modernizzando e potenziando la loro rete ferroviaria. «Mentre altrove si sceglie la modernità», dicono gli organizzatori, «in Italia si rimane spettatori e legati al potenziamento del trasporto privato e merci su gomma. Il convegno lancia una proposta forte alla Regione Veneto e allo Stato italiano. E’ venuto il momento di discutere in modo partecipato del futuro della mobilità nel Bellunese». (m.r.)
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