Minaccia il suicidio col selfie dal Vajont
ERTO E CASSO. Si scatta un selfie con la diga del Vajont sullo sfondo e lascia intendere ai familiari che vuole farla finita. Poi ci ripensa e, dopo ore di trattative al telefono, esce allo scoperto dal nascondiglio in cui si era rifugiato e riabbraccia i congiunti accorsi a Erto e Casso per farlo desistere dal tragico intento.
Con un ulteriore colpo di scena visto che, a ritrovamento avvenuto, la moglie accusa un mancamento e viene ricoverata per accertamenti. Protagonista della vicenda è un artigiano di mezza età del Pordenonese che nel primo pomeriggio di ieri ha inviato un mms alla moglie. Nell'immagine si intravedeva la diga di Erto e Casso, teatro negli ultimi anni di decine di suicidi. Ben conoscendo il malessere interiore che da qualche tempo scuote il marito, la donna ha allertato il 112. Nel giro di alcuni minuti sono giunti i carabinieri di Cimolais, il sindaco Fernando Carrara e una squadra del soccorso alpino. È stata individuata subito l'auto ma dell'uomo nessuna traccia. Dall'orrido del Vajont non si notavano corpi o capi di vestiario impigliati tra la vegetazione. Così che sono scattate le ricerche dei rocciatori lungo i versanti che costeggiano il manufatto idroelettrico. Un elicottero era già pronto al sorvolo dell'area prima che sulla zona scendesse il buio della sera. Nel frattempo anche la moglie, il figlio e alcuni familiari si sono messi in moto per salire in Val Vajont. È stato durante il tragitto in direzione di Erto che l’aspirante suicida ha risposto al telefonino e ha iniziato una disperata conversazione con la famiglia. Alle trattative ha partecipato anche il negoziatore dei carabinieri, cioè un agente appositamente addestrato per gestire situazioni di estrema delicatezza.
Attorno alle 15 il lieto fine, con l'artigiano che sbuca dalla vicina frana del monte Toc e riabbraccia i parenti. Quando tutto sembra finito, la moglie sviene per l'eccessivo stress del momento. I presenti hanno quindi chiamato il 118 per il soccorso sanitario. Un'ambulanza distaccata a Cimolais è stata dirottata a Erto e Casso per le cure del caso. I coniugi sono stati portati all'ospedale di Pordenone per accertamenti. Da quanto è emerso, la disperazione per vicende personali aveva spinto il residente di Fiume Veneto a lanciarsi nel vuoto dal camminamento della diga. Una volta in prossimità del muraglione, l'uomo ha deciso di tornare sui suoi passi, avventurandosi per riflettere tra i sassi del monte Toc.
Fabiano Filippin
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