Mercalli e il clima impazzito «Nessun vaccino ci difenderà»

SAN GREGORIO NELLE ALPI
Clima, montagna, energia pulita. Ma anche le critiche all’idea di investire così tanti soldi per il rifacimento totale della pista da bob di Cortina ( “vengano a vedere in che condizioni si trova quella dei Giochi di Torino...” ), oltre ai consigli su quale può essere il nostro ruolo nel cercare di limitare quel surriscaldamento globale. Quasi due ore di interessante dibattito quelle svolte a San Gregorio nelle Alpi in compagnia di Luca Mercalli, meteorologo, climatologo, divulgatore scientifico e accademico italiano, noto al pubblico televisivo italiano per la partecipazione alla popolare trasmissione “Che tempo che fa”.
Di ritorno da Cortina, dove aveva preso parte al festival “Una montagna di libri”, Mercalli è stato ospite della Consulta Giovani di San Gregorio e della Pro loco, in un evento promosso anche dal Comune. Ha presentato il suo libro “Salire in montagna”, racconto personale in cui egli stesso ha raccontato le motivazioni che l’hanno spinto ad acquistare e ristrutturare secondo moderni canoni energetici una baita in alta Val di Susa. «D’estate in pianura fa sempre più caldo, le temperature eccezionali dell’estate 2003 sono divenute la consuetudine e occorre adattarsi per prepararsi agli scenari futuri sempre più estremi», ha raccontato alla platea della palestra comunale.
«Il colpo di calore da allora data è divenuto ormai una patologia tipica. In Europa vennero registrati 70 mila morti, a Parigi a ridosso di ferragosto non sapevano più dove mettere i cadaveri negli obitori. La situazione negli anni è peggiorata e non ci sarà alcun vaccino a proteggerci dalle morti dovute al clima».
E sulle Olimpiadi di Milano – Cortina 2026, Mercalli dimostra di avere le idee chiarissime. «Quando a suo tempo ci eravamo opposti per la pista da bob dei Giochi di Torino, eravamo stati tacciati di essere quelli del no. Costo dell’opera? 54 milioni di euro, tempo di utilizzo due settimane e poi bonifica a suon di altri milioni, anche se oggi diverse parti in calcestruzzo sono ancora lì. E le famose ricadute positive sul turismo noi, in Val di Susa, non le abbiamo viste». A Mercalli in conclusione è stata consegnata una scultura personalizzata da parte dell’artista Giancarlo Cassol. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








