Mascherine e guanti gettati per terra «Serve senso civico»

FELTRE

Mascherine e guanti buttati per terra. Non è ancora un allarme, ma si è accesa una spia rossa in Comune, dopo aver ricevuto alcune segnalazione di abbandoni dei dispositivi di protezione individuali da parte di persone che dopo averli indossati, li hanno gettati senza riguardo per l’ambiente e il decoro. Poco importa, a questo riguardo, se sul suolo pubblico o in piazzali e proprietà private. Il malcostume è stato evidenziato sul profilo Facebook ufficiale del Comune, dove è stato fatto un focus sulla corretta modalità di smaltimento di questi particolari rifiuti, anche potenzialmente pericolosi, se chi li ha utilizzati sono Covid-19 asintomatici.

«Come sottolineato a più riprese nei giorni scorsi», recita il post, «ricordiamo che guanti monouso, mascherine e ogni altro materiale non riutilizzabile entrato potenzialmente in contatto con il virus (carta assorbente da cucina, panni utilizzati per la pulizia delle superfici, fazzoletti monouso) devono essere smaltiti nel rifiuto secco indifferenziato e nell’apposita campana con calotta all’interno di un doppio sacchetto per evitare rotture e fuoriuscite in fase di conferimento e ritiro».

Sulle strade e sui marciapiedi, vicino agli esercizi commerciali aperti, all’interno della galleria ex Romita in occasione del mercato settimanale, c’è chi si è liberato di mascherine e guanti monouso senza troppi pensieri. «Si tratta di un gesto di inciviltà che va a danno del decoro urbano, ma che nasconde anche potenziali rischi per la salute ed è naturalmente sanzionabile», viene sottolineato dal Comune, insieme all’appello alla collaborazione per evitare che il malcostume si aggravi.

Un richiamo al senso civico e al rispetto del decoro urbano lo fa l’assessore alla raccolta differenziata Adis Zatta: «Abbiamo preso spunto da alcune segnalazioni che ci sono arrivate per ribadire pubblicamente che ci sono delle disposizioni ben precise da rispettare, tra cui conferire correttamente e i guanti. Non si buttano mai per terra e tantomeno adesso. Bisogna essere rispettosi», dice. «Il messaggio è quello di darci una mano tutti insieme, anche nei confronti dell’operatore ecologico che deve raccogliere quei dispositivi». —

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