Marciapiedi e park: i disabili bellunesi chiedono più rispetto

BELLUNO. C’è ancora parecchia strada da fare per la piena accessibilità degli spazi cittadini. A sottolinearlo è Renzo Colle, presidente provinciale dell’Anglat, Associazione nazionale guida legislazione andicappati trasporti. «La questione non è solo quella dell’adeguamento del già esistente, ma anche delle opere costruite ex novo», mette in evidenza. «Nel momento in cui viene fatto un progetto, infatti, da un lato noi non veniamo contattati, dall’altro il committente pubblico chiede alla ditta esecutrice di fare il lavoro spendendo meno risorse possibili. La conclusione è che si vanno ad apportare deroghe alle normative e il risultato sono opere non accessibili ai disabili».
Colle fa anche qualche esempio: «In via Montegrappa, nel capoluogo, il marciapiede è largo un metro, mentre secondo le ultime normative dovrebbe essere di un metro e 20 centimetri. E sulla nuova rotatoria fatta dopo il ponte di Bribano è ancora più stretto: misura 90 cm. Tutte criticità che come Anglat abbiamo provveduto a segnalare».
Ma le problematiche sono anche altre. «Le piazzole per scendere dai bus sono accessibili solo al 10%», prosegue Colle. «C’è poi la questione parcheggi, mai risolta. I posti per chi usa la sedia a rotelle devono essere riservati solo a questi ultimi. parliamo di persone che non possono parcheggiare negli stalli segnati di blu: anche se per loro il parcheggio in questo caso sarebbe gratuito, non c’è lo spazio per scendere dall’automobile con la carrozzina».
In sostanza, quello che l’Anglat chiede è una maggiore sensibilità da parte delle istituzioni. E non solo. «A mancare è la cultura», dice ancora il presidente dell’associazione, che tiene a fare una precisazione: «Si continua a parlare di barriere architettoniche, ma in realtà è più corretto usare il termine “fruibilità”. Quando si utilizza la parola “barriere” ci si focalizza solo sulla sedia a rotelle, escludendo, invece, l’anziano con il bastone o la mamma con il passeggino. Quello a cui si deve puntare sono spazi fruibili, concetto molto più ampio e adatto».
Luci e ombre sono state tracciate a fine aprile durante l’assemblea annuale ordinaria Anglat. Di positivo, nel capoluogo, c’è stato l’ottenimento dello spostamento dell’Ufficio patenti in un luogo accessibile, ovvero all’ospedale San Martino. Spostati anche i parcheggi riservati all’interno dell’ex Moi, in via Feltre. «Nel corso dell’assemblea abbiamo inoltre parlato con il vice sindaco di Feltre del progetto sull’accessibilità a cui stanno lavorando gli studenti del “Rizzarda”. Un progetto in collaborazione tra Assi e Anglat che si spera possa avere seguito», fa presente Colle. «Dall’altro lato non può non creare amarezza la scarsa presenza alle nostre iniziative da parte dei “pubblici poteri”. Stiamo pensando all’organizzazione di un convegno per far conoscere le difficoltà attuali e le normative non rispettate: ci auguriamo che gli amministratori non manchino».
Nel corso dell’assemblea di fine aprile si è provveduto all’approvazione del bilancio dell’associazione. Sul fronte rinnovo cariche, vista la scarsa partecipazione dei soci, si è deciso di rinviare il tutto a un prossimo incontro, prorogando la validità dell’attuale consiglio direttivo, nel quale Lorenzo Pradel prende il posto di Grazia Garna.
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