Marciapiedi a lucido con i lavori nelle vie Cairoli e Castellani
BELLUNO. E' iniziata la sistemazione dei marciapiedi. Le risorse a disposizione non sono tantissime, la lista degli interventi da fare lunghissima, ma per lo meno si inizia. «Abbiamo analizzato le situazioni di maggiore criticità e deciso di intervenire sulla base dei soldi che abbiamo», spiega il sindaco, Jacopo Massaro.
Il Comune ha messo a bilancio 90 mila euro per i marciapiedi. Sono già stati sistemati quello vicino al Tribunale e quello in via Vittorio Veneto (un tratto), a breve toccherà a via Cairoli (Mussoi) e via Castellani (Cavarzano). Anche in questi casi le cordonate e le pavimentazioni sono in pessimo stato: ci sono fessure, spaccature nell'asfalto, avvallamenti e buche che complicano la vita anche a chi non ha grossi problemi di mobilità. Figurarsi alle persone che si muovono con l'aiuto di un bastone, o ai disabili. Ma anche alle mamme che portano a spasso i loro bimbi sul passeggino. I marciapiedi bellunesi sono talmente usurati da non essere più in grado di garantire le necessarie condizioni di sicurezza e transitabilità.
In via Cairoli e Castellani saranno rinnovati le cordonate e il tappeto d'usura, che sarà fresato e risagomato. Saranno sistemati anche i chiusini che servono per ispezionare i sottoservizi e realizzati i nuovi scivoli per scendere comodamente sulla strada e abbattere in questo modo le barriere architettoniche. Il costo complessivo dei lavori sarà di 49.600 euro.
«Dopo tanti anni di mancate manutenzioni sui marciapiedi, e dopo aver realizzato quello in via Montegrappa, ci stiamo dedicando alla sistemazione della rete pedonale esistente», aggiunge il sindaco Massaro. «Avremmo i soldi per fare molti più interventi, ma sono vincolati dal patto di stabilità. Non possiamo spenderli. Per questo abbiamo deciso di intervenire nelle situazioni che non richiedevano spese eccessive. L'elenco delle sistemazioni da fare sulla rete pedonale è lunghissimo, ci sono marciapiedi in condizioni critiche dappertutto, ma potendo spendere solo 90 mila euro abbiamo dovuto fare una scelta». (a.f.)
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