Malga Fontana Secca al via il recupero

. Il Fai, fondo ambiente italiano, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Quero Vas ha inaugurato il cantiere che porterà al recupero paesaggistico e ambientale della struttura di Malga Fontana Secca, nonché alla valorizzazione del suo patrimonio storico e documentale. Il taglio del nastro è avvenuto venerdì pomeriggio in quota, in presenza di varie autorità che hanno preso parte alla cerimonia.
L’immobile, sito nella porzione sud orientale del Massiccio del Grappa e che si sviluppa lungo un’area di centocinquanta ettari, era stato donato al Fai dai fratelli Liliana e Bruno Collavo nel 2014, in memoria dei genitori.
Il “progetto Alpe”, messo a punto dal Fondo, mirerà alla riqualificazione e gestione dei pascoli e delle aree forestali, così come al restauro e all’adeguamento funzionale degli edifici della malga, compresi l’alloggio del malgaro, la casera e la stalla che potrebbero vedere la luce nel 2022. Quest’anno, nel frattempo, verranno eseguiti dei lavori di ripristino della strada di accesso alla struttura.
Oltre a ospitare le tradizionali attività dell’alpeggio, dall’allevamento stagionale di bovini alla produzione casearia, la malga punta a diventare un importante centro di sosta lungo il tracciato dell’Alta Via degli Eroi, offrendo servizi essenziali di accoglienza e pernottamento a bivacco, con la parallela creazione di percorsi escursionistici lungo i resti delle trincee. L’intervento sugli edifici è volto alla conservazione degli elementi tipologici e architettonici della tradizione rurale, con il minor impatto possibile sui fabbricati esistenti; l’autosufficienza energetica della struttura sarà garantita dall’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.
L’obbiettivo è conservare gli elementi tipologici e architettonici della tradizione rurale e integrare le parti irrimediabilmente perse dei corpi di fabbrica, a oggi in stato di rudere, con materiali e forme che rispettino i caratteri originali. I fabbricati saranno dunque dotati di tutte le attrezzature e gli impianti necessari per la produzione casearia e per il personale, che saranno installati con il minimo impatto possibile sulle strutture esistenti.
Nei prossimi mesi si interverrà sull’alloggio del malgaro, che ospiterà un piccolo punto di accoglienza oltre all’abitazione del pastore, per poi proseguire nelle estati successive sulla casera, in cui saranno ospitate le attività legate alla produzione e alla vendita dei formaggi, e infine su stallone e pendana, le cui strutture sono oggi andate in gran parte perdute e che saranno parzialmente ricostruite con gli stessi materiali originali ancora disponibili, per ospitare spazi di accoglienza e di valorizzazione e un ricovero di emergenza per le mandrie.
Per poter realizzare il progetto di riavvio, il Fai si propone di garantire le necessarie risorse idriche recuperando e valorizzando le soluzioni del passato, potenziando le pose attive e ripristinando quelle asciutte, integrandole con un sistema di recupero delle acque meteoriche dalle coperture. Un altro obiettivo di fondo è costruire un patrimonio di conoscenza originale e aggiornato sulle vicende storiche della Grande Guerra. —
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