Malacarne in corsa per la Provincia «È un’opportunità»

Il sindaco di Lamon è tra i papabili per palazzo Piloni «Si sta aprendo una fase costituente con nuove possibilità»
Palazzo Piloni, sede della Provincia di Belluno, senza le bandiere esposte - In alto la sede dell'ente a Palazzo Piloni A sinistra il consiglio provinciale che entro fine mese vota il bilancio
Palazzo Piloni, sede della Provincia di Belluno, senza le bandiere esposte - In alto la sede dell'ente a Palazzo Piloni A sinistra il consiglio provinciale che entro fine mese vota il bilancio

LAMON. Un nome caldo che circola per la presidenza della Provincia è quello del sindaco del primo Comune referendario del bellunese. Qualcuno sull'altopiano storce il naso, temendo che le due cose siano in contraddizione e che questo possa trasformarsi in un freno ai sogni trentini. Non la pensa così Vania Malacarne. La sua non è una candidatura come nuovo inquilino di palazzo Piloni, ma un'ipotesi che ai microfoni di Telebelluno il sindaco dell'altopiano non ha escluso. Il concetto è che se tocca ai primi cittadini votare (e ai consiglieri comunali), allora è logico che se ne parli, che si facciano ragionamenti e valutazioni. «Sto considerando l'invito che è venuto dai colleghi, ma come è arrivato a me, lo stesso è stato rivolto anche ad altri. Da quello che so, i giochi non sono ancora fatti», la risposta di Vania Malacarne.

«L'invito è interessante, perché l'ho considerato una forma di riconoscimento e di condivisione del bellunese alla nostra istanza ormai così antica», ha aggiunto il sindaco. «Noi a Lamon siamo rimasti dello stesso avviso dell'epoca del referendum nel 2005», ha rimarcato nell'intervista televisiva Vania Malacarne. «Però è innegabile che abbiamo registrato un movimento nel bellunese, nel senso che troviamo molto aumentata la consapevolezza di essere un territorio alpino con delle caratteristiche ben specifiche e peculiari».

Inoltre, «questa che si sta aprendo potrebbe essere una fase costituente per la Provincia di Belluno con tutta una serie di prospettive e possibilità che si possono aprire, con tutto quello che si sta muovendo a Venezia in Regione e a Roma», la convinzione di Vania Malacarne, che rappresenta le terre alte, un piccolo Comune di confine più proiettato verso il Trentino, non solo geograficamente, che sul bellunese.

«L'esito è incerto, come sempre, però tra le difficoltà e i rischi c'è anche un profilo di opportunità». Il borsino dei candidati è in fermento e i nomi continueranno a rincorrersi tra favoriti e outsider. Il conto alla rovescia comunque è iniziato - con ogni probabilità la chiamata al voto sarà il 28 settembre - e alle urne andranno 727 elettori tra sindaci e consiglieri comunali. (sco)

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