Addio a Stragà, una vita nel commercio e nello sport di Belluno

Paolo Stragà aveva i modi del gentiluomo d’altri tempi. Commerciante per una vita, presidente dell’Aci per 11 anni e a capo anche del Calcio Belluno dal 1985 al 1996. Poi c’era naturalmente anche il Paolo privato, cioè l’uomo innamoratissimo della moglie Vanda e dei figli Alessandro, Federico (il cantautore) e Stefania e il formidabile giocatore di carte. Un vero campione quasi imbattibile a scopa d’asso, ma a ottimi livelli anche a bridge o a burraco.
Paolo Stragà aveva 84 anni e, in città, è stato uno dei primi a commercializzare registratori di cassa e sistemi per ufficio. La sede principale dell’attività era in via Medaglie d’Oro, poi aveva aperto anche in piazza dei Martiri e aveva una fedelissima commessa mora e gentilissima, che l’ha accompagnato fino alla chiusura di entrambi i punti vendita per poi cominciare a fare altro, in un settore completamente diverso.
Grande la sua passione per le auto: dal 2000 al 2011, è stato presidente dell’Automobile club Italia provinciale e veneto, succedendo ad Agostino Perale e passando il testimone a Gianpaolo Bottacin, l’ex assessore regionale della giunta Luca Zaia. Fra Stragà e Bottacin, c’era stato un entusiasmante faccia a faccia, con il secondo che, alla fine, l’aveva spuntata.
Tra il negozio e lo stadio Polisportivo, c’erano giusto poche centinaia di metri e la passione per il calcio è stata irresistibile. Eppure non sono stati anni facili, anzi per il Grifone. Importante, per superare più di qualche difficoltà, la vicinanza di un dirigente generoso e infaticabile come Sergio De Mari. I primi anni nel campionato di Promozione o addirittura di Prima categoria, poi un’inarrestabile risalita fino all’Interregionale, nel torneo 1989/90. Nei suoi rapporti con la stampa accreditata, era uno straordinario incassatore di critiche e non perdeva mai la sua calma, il suo inattaccabile aplomb. Mai sentito alzare la voce, nemmeno di fronte alle contestazioni più feroci. Trovava sempre la maniera di sorridere e sdrammatizzare.
Quando è andato in pensione, il cavalier Stragà ha confermato di avere uno straordinario talento per i giochi di carte. Qualche ora pomeridiana al bar all’Angolo (dei comunisti) di via Vittorio Veneto, per dimostrare il suo talento e la sua fortuna, perché ci vuole senz’altro anche quella. Negli ultimi tempi, non stava bene e se n’è andato con la discrezione di sempre.
La famiglia abita a Mussoi e i funerali si svolgeranno martedì, alle 15, nella chiesa parrocchiale, da dove si proseguirà per la cremazione. Oltre a Vanda, Federico e Stefania, Paolo Stragà lascia i cognati Barbara e Fabio, i nipoti e tanti amici e avversari al tavolo da gioco.
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