L’Usl 2 detta le regole per la produzione

FELTRE. Anche se questa non è l'estate delle api grasse, resta in vigore un disciplinare severo, scritto dal dipartimento di prevenzione dell'Usl 2, per proteggere produttrici e prodotti, tenuto conto che il miele fatto in casa è un valore aggiunto ma non esente da rischio spore.
Sempre che le condizioni meteo si modifichino in meglio, fra poco meno di un mese dovrebbe iniziare la prima smielatura. Nel territorio dell’Usl 2 sono presenti 250 apiari con 3.450 arnie e 37 laboratori di lavorazione del miele. In ogni alveare ci sono circa diecimila api bottinatrici che eseguono mille prelievi giornalieri. Le arnie vanno posizionate lontane da aree industriali o artigianali, colture intensive, vigneti o frutteti perché le api sono molto sensibili agli antiparassitari e il loro corpo, ricoperto di peli, è particolarmente adatto ad intercettare le sostanze con cui entrano a contatto. Ma anche le sostanze da mettere nell'affumicatore devono essere il più possibile naturali e “selezionate”: aghi di pino, cortecce, foglie secche vanno benissimo perché non trasmettono alcun retrogusto dubbio al prodotto finale.
Nelle varie fasi della smielatura, si dice dal dipartimento di prevenzione dell'Usl 2, ci sono alcune fasi alle quali prestare attenzione, dalle metodiche di filtraggio alle condizioni dell'ambiente dove effettuare questa pratica fino all'igiene personale. La temperatura e la luce, si dice dal dipartimento, influenzano aroma e principi nutritivi. È quindi opportuno conservare il miele a temperature non superiori ai dieci gradi centigradi e in recipienti scuri se non addirittura al buoio. Un miele con un'umidità elevata, invece, dovrà essere costantemente conservato in frigorifero. Si ricorda, e questo vale anche per i consumatori, che il miele soprattutto quello di produzione artigianale contiene in natura spore di clostridium botulinum, un batterio capace di produrre una pericolosa tossica che può, anche se raramente, provocare il botulismo, una paralisi progressiva con perdita della capacità di respirare e morte per insufficienza respiratoria se non si interviene con una terapia mirata. Altra cosa da tenere sempre in mente e raccomandata dai pediatri per quanto riguarda la prima infanzia: meglio evitare di far assaggiare il miele ai bambini di età inferiore a un anno, anche se solo per addolcire la tettarella, pratica bandita a sua volta per prevenire le carie dentali.Nel bambino piccolo, infatti, le spore possono avere lo stesso effetto del batterio perché lo stomaco non è ancora abbastanza acido da impedire che le spore si trasformino in batteri, mentre in un organismo adulto, o in quello di un bimbo che ha già raggiunto la piena funzionalità digestiva, le spore vengono distrutte dai succhi gastrici. (l.m.)
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