L’Unione feltrina apre le porte a Segusino

BASSO FELTRINO. Terra di montagna al pari di Quero, Vas e Alano di Piave, Segusino ha chiesto di entrare a far parte della futura Unione montana feltrina, rifiutando gli ideali di “trevigianità” in nome di una gestione più adeguata e soprattutto più efficiente dei servizi ai cittadini. Il passaggio dall'attuale Comunità montana delle prealpi trevigiane, che a detta del sindaco di Segusino Guido Lio «si sta squagliando, è inattiva da tempo, ha poche risorse disponibili e ha dimostrato di avere poca capacità nella gestione di un territorio montano come il nostro», dovrà essere discussa nella prima commissione del consiglio regionale del Veneto, e potrebbe essere approvata già con l'inizio dell'estate.
L'ingresso del quattordicesimo comune nella famiglia feltrina è già stato accolto all'unanimità nell'ultima seduta del consiglio della Comunità montana, convocato lunedì scorso. Segusino è stata per diversi anni associata alla vecchia Comunità montana di Belluno e Ponte nelle Alpi, assieme a Valdobbiadene, senza che incorressero problemi per il travalico dei confini provinciali. Questo precedente fa ben sperare in un'annessione rapida all’Unione feltrina, che già si occupa della gestione del personale di Segusino e che presto metterà a disposizione anche la sua stazione unica appaltante. La vicinanza geografica, la comunanza storica e gli stretti rapporti di collaborazione che legano gli amministratori dei quattro comuni del Basso Feltrino potrebbero essere il preludio di un percorso di unificazione. Quero e Vas, che la strada del Comune unico l’hanno già imboccata, stanno programmando il referendum popolare con cui chiedere ai cittadini se siano o meno favorevoli alla fusione dei due enti. Alano è entrata a far parte dell'unione Sette Ville e sta cominciando a condividere la gestione di alcuni servizi fondamentali, non ultimo quello della cultura. Tutto per ridurre i costi, tagliare gli sprechi e attingere a qualche contributo speciale - sempre più risicato - da parte della Regione e dello Stato. «Le cose stanno cambiando in fretta, non sappiamo ancora che fine faranno le province», ha aggiunto Lio, che in questo clima di incertezza intravvede uno spiraglio per l'accorpamento. «Ci converrebbe unirci con il Basso Feltrino, almeno per mantenere un ruolo politico di peso». Se ne parla ancora con una certa cautela, in attesa di vedere come andrà l'unificazione di Quero e Vas. (f.v.)
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