L’ottimismo di Aido «Nel Bellunese ci sono ventimila potenziali donatori»

BELLUNO
Donazione di vita. L’Aido Belluno prosegue nella propria campagna di sensibilizzazione. L’emergenza Coronavirus ha infatti stoppato solo alcune delle attività associative. Si sarebbe ad esempio dovuta svolgere sabato l’assemblea elettiva, ma giocoforza occorre rimandare a più avanti. Niente comunque che comprometta l’impegno quotidiano dei donatori provinciali di organi.
«L’assemblea, oltre al rinnovo, sarebbe il momento di ricordare Marco Menegus, alpinista e da sempre impegnato nella diffusione del messaggio della prevenzione, ad un anno dalla scomparsa», evidenzia il consigliere Mirko Dalle Mulle. «Avremo anche consegnato il ricavato della pedonata svolta a febbraio e destinata all’associazione Emanuele di Limana. Vorrà dire che entrambe le iniziative le rimandiamo a più avanti, quando recupereremo l’incontro».
Donare gli organi a molti sembra qualcosa di parecchio distante nel tempo, in quanto lo si ritiene legato esclusivamente al dopo morte. «Invece la donazione di organi, tessuti e cellule è un qualcosa più vicino nel tempo di quanto non si possa pensare», ricorda Dalle Mulle. «Noi portiamo sempre un esempio lampante e piuttosto comune: la polverina utilizzata dai dentisti per la pasta proviene dal tessuto osseo derivante da persone vive, grazie alla donazione delle teste del femore. La donazione da vivente ofre anche altre opportunità: aiutare un proprio caro dandogli un rene e togliendolo dal giogo della dialisi, oppure donare una parte di fegato evitando al destinatario una morte certa. Il dono di cuore, polmoni, cornee e così via rappresenta, invece, uno scalino etico ancor più elevato. A un giovane che si avvicina e chiede cosa può fare per noi, diciamo sempre che aiutandoci a parlarne, possiamo seriamente cambiare l’esistenza di chi non ha ormai più una speranza di vita».
Dare la propria disponibilità a diventare donatori è semplice. Un grande aiuto sta giungendo infatti dall’iniziativa legata al progetto ministeriale “Una Scelta in Comune”. In pratica, viene data la possibilità ai cittadini di poter scegliere se diventare donatori al momento del rinnovo della carta di identità. Uno degli obiettivi fondanti di Aido è infatti la raccolta di dichiarazioni di volontà alla donazione di organi. E sta funzionando, leggendo i numeri: sono circa 20 mila le dichiarazioni positive, dunque si potenziali donatori. Altrimenti ci si può rivolgere direttamente all’Aido provinciale o alla propria Usl. Nelle intenzioni dell’Aido Belluno c’è inoltre l’intenzione l’espandere la propria rete in maniera capillare nel territorio. Svolge già incontri in varie zone della provincia con l’ausilio di alcuni volontari, però poter contare su alcune sedi aiuterebbe e non poco la diffusione del suo positivo messaggio. «Basterebbe avere dei presidi che coprano anche più comuni, ma assieme ai quali interfacciarsi e progettare». Infine da sottolineare i 1000 euro donati all’Usl 1 Dolomiti dall’associazione per l’emergenza Coronavirus. —
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